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  [inclg-left.htm] Articolo tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/B-movie

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B-movie

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Con il termine piuttosto generale di B-movie, o più raramente film di serie B, si indica solitamente un film a basso budget e di dubbia qualità, di qualunque genere o sottogenere.

Indice

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Il B-movie negli Stati Uniti

Il B-movie è nato negli anni '30 negli Stati Uniti per contrastare il calo di spettatori nelle sale. Pagando un solo biglietto si poteva vedere un film in più e questo spiega anche la loro durata inferiore ai settanta minuti. Si trattava di film di genere (soprattutto western e noir) girati in pochi giorni e sfruttando scenografie e costumi di altri film ben più costosi.

Resta invece incerta l'origine del nome, o meglio, della "B". Secondo alcuni viene da «Bottom of the Bill» perché il loro titolo era scritto in fondo al manifesto del film che accompagnavano; secondo altri invece viene da «Bread and Butter» cioè film girati per guadagnare il pane, per vivere. Il termine ha poi assunto un significato di film girato in fretta, senza particolari pretese e solitamente, ma non sempre, di non eccelsa qualità.

Il B-movie in Italia

In Italia i B-movie hanno assunto soprattutto significato di film di bassa qualità. Essi si diffusero in particolar modo tra gli anni '60 e gli anni '80, ma in realtà esistono da quando è nato il cinema con i suoi generi. Questi film, venivano girati e montati molto in fretta rispetto agli standard delle grandi produzioni, perciò hanno sempre goduto del vantaggio d'essere distribuili (nel caso di sequel), in modo relativamente celere rispetto all'uscita dell'originale.

I numerosi generi e sottogeneri (tra questi ricordiamo almeno gli spaghetti-western o western all'italiana, nati con il cinema di Sergio Leone) che questa definizione abbraccia, proprio perché così diversi fra loro e per la facilità degli argomenti trattati, ebbero molta fortuna tra gli spettatori italiani, almeno fino all'avvento della TV generalista e commerciale verso la metà degli anni Settanta; anche in caso di abbandono del pubblico, si rigenerarono cambiando anche registro, ad esempio, da drammatico a comico; o si perpetuarono in, più o meno lunghi, sequel.

Perciò, a tempo di record, e in qualche caso anche nell'arco dello stesso anno, uscivano nelle sale numerosi film di una stessa serie, con varianti, e omissioni (anche evidenti) comprese, tendenzialmente peggiorando in qualità e sceneggiatura di film in film; la richiesta faceva sì che si formassero dei veri propri episodi espressi in tempo reale, che il pubblico, in qualche modo richiedeva, o imparava ad aspettare; il meccanismo durava finché c'era pubblico in sala.

Lo sfruttamento plurimo di uno stesso personaggio faceva sì che divenisse, ben presto, uno stereotipo; o l'utilizzazione di una situazione conosciuta e/o riconoscibile immediatamente alla collettività degli spettatori, anche di diversa estrazione sociale, permettevano al grande pubblico di affezionarsi alle serie, creando così, ove fosse possibile, dei tormentoni che si traducevano in pubblicità gratuita ai vari prodotti, in blocco, senza discrimini qualitativi di sorta. Per lo stesso motivo, molti attori, identificati nei personaggi stessi che interpretavano, divennero dei veri e propri modelli incarnando delle maschere nel tempo del cinematografo.

Protagonisti

Molti attori divennero icone, quando addirittura non segnarono un'epoca, tra i moltissimi nominiamo: Steve Reeves che per poco tempo, dal 1958 al 1963, segna l'era del peplum; oppure Totò che troviamo anche in pellicole definite eufemisticamente "alimentari"; e ancora: Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Giuliano Gemma, Tomas Milian, Bud Spencer e Terence Hill, Alvaro Vitali, Lino Banfi tra gli uomini; Edwige Fenech, Tina Pica e Nadia Cassini tra le donne.

Molti tra questi hanno un curriculum di attore di razza come Renzo Montagnani. La lista, è molto lunga, vista la popolarità e gli svariati generi e sottogeneri che con il marchio B-movie si tenderebbe a contemplare (molto spesso a torto). Senza dimenticare l'emblematico (anche se tardo) caso rappresentato dall'adesione totale di Paolo Villaggio a Ugo Fantozzi e la sua serie di film dedicati alle disavventure del ragioniere; ovviamente escludendo il primo, ambizioso e riuscito Fantozzi del 1975 assolutamente fuori dalle caratteristiche del B-movie.

La riscoperta

Negli ultimi anni, molti tra questi B-movie sono tornati alla ribalta, per motivi non soltanto cinematografici, ma più per l'importanza sul piano del costume nazionale poiché vengono identificati generalmente con la commedia erotica all'italiana o commedia sexy; vengono sovente definiti trash o cult, a volte pronunciato come si scrive, o in un altro caso stracult, come dichiara l'omonimo titolo di un dizionario di B-Movie curato dallo storico del cinema Marco Giusti.

Durante la 61a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (2004) è stata presentata una selezione di film di serie B italiani, chiamata Italian Kings of the Bs / Storia segreta del cinema italiano 1949-1976, patrocinata da Quentin Tarantino, che ha avuto una sezione dedicata ed ha riscosso un grande successo di pubblico e critica.

Bibliografia sul B-movie statunitense

  • Robin Cross, The Big Book of B-Movie or How Low Was My Budget, 1984
  • Golden Age Of B Movies, 1988
  • Don Miller, "B" movies;: An informal survey of the American low-budget film, 1933-1945 (The Curtis film series), 1973
  • Arthur Lyons, Death on the Cheap: The Lost B Movies of Film Noir

Voci correlate

 











 


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