
ENCICLOPEDIA DELLA
FOTOGRAFIA
Ferrotipia
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La ferrotipia o tintype è un procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini non riproducibili su una lastra di metallo. Inventata nel 1852 dall'americano Adolphe Alexandre Martin, fu perfezionata da Hannibal Smith nel 1856, che utilizzò dell'acciaio smaltato al posto della latta del processo originale.
La ferrotipia soffriva di problemi ereditati dal supporto metallico su cui l'immagine era impressa. Il tempo arruginisce il metallo compromettendo l'immagine, così come la flessibilità della lastra provocava distaccamenti del materiale sensibilizzato. La qualità era equiparabile a quella dell'ambrotipia, quindi contrasto ridotto e poca nitidezza, specialmente in confronto con la dagherrotipia.
Il successo della ferrotipia fu l'economicità
e la rapidità del processo, tanto da poter
essere utilizzato da improvvisati fotografi di
strada, specialmente in
Gran Bretagna, che poterono confidare sul
più resistente metallo rispetto al vetro
dell'ambrotipia.
La lastra di metallo poteva anche essere
facilmente rifilata per adattarsi a ogni
contenitore o album per la visione.
Il processo fu utilizzato fino alla fine del 1800, sostituito dai processi fotografici alla gelatina.
Realizzazione
Il procedimento era molto simile a quello
dell'ambrotipia,
si stendeva uniformemente del
collodio su di una lastra metallica
precedentemente annerita, procedendo alla
fotosensibilizzazione con del
nitrato d'argento ed esposta ancora umida.
Come prodotto di ampio consumo e utilizzato
prevalentemente nelle fiere e da fotografi
ambulanti nei paesi, le ferrotipie non erano
abbellite da colori o vernici, come invece
accadeva con l'ambrotipia o la dagherrotipia.
Voci correlate
Fonti
- Gruppo Ricerca Immagine: GRI
- (EN) A History of Photography






