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http://it.wikipedia.org/wiki/Baudolino


ENCICLOPEDIA DELLA LETTERATURA

Baudolino

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Nota disambigua - Se stai cercando il nome Baudolino, vedi Baudolino (nome).


 


 

Baudolino
Titolo originale: Baudolino
Autore: Umberto Eco
Anno (1a pubblicazione) : 2000
Genere: Narrativa italiana
Sottogenere: Picaresco, Giallo, Saggio storico
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 2000
Editore: Bompiani;
Traduzione:  
Collana:  
Pagine: 526
ISBN: ISBN 8845247368
Progetto Letteratura

Baudolino è il quarto romanzo di Umberto Eco, scritto nel 2000 dopo "L'isola del giorno prima"(1994), "Il pendolo di Focault" (1988) e "Il nome della rosa"(1981).

[modifica] Trama

Di ambientazione medioevale, a cavallo tra il XII e il XIII sec. il libro narra, attraverso le parole del protagonista Baudolino, con un complesso susseguirsi di flash-back, scenari fantasy e personaggi ora storici ora immaginari, una successione lunghissima di episodi storici e leggende, dalla fondazione di Alessandria (Piemonte) all'Italia dei comuni e del Barbarossa; dalla nascita delle università al fantasioso viaggio alla ricerca del mitico Prete Giovanni e del Graal, fino all'assedio di Costantinopoli da parte dei crociati nell' anno 1204. Il romanzo si può considerare un misto di generi, tra il picaresco, il giallo e il saggio storico.

[modifica] Le fonti storiche

Le fonti storiche dove ha attinto Umberto Eco nel romanzo "Baudolino", nello spiegarci il Medioevo per la seconda volta dopo il fortunato Il nome della rosa, sono abbastanza riconoscibili.

Nel tentativo del protagonista di scrivere la sua storia in lingua parlata e non in latino, e nel successivo suo arenarsi di fronte all'impossibilità di tradurre in fonemi la lingua da lui parlata, è evidente debito verso le prime prove di scrittura volgare, come la Carta di Capua oppure il più moderno San Francesco d'Assisi del Cantico delle creature.

Il romanzo continua ispirandosi probabilmente al Res gestae Federici, almeno nella parte in cui il protagonista diventa incredibilmente figlioccio di una delle persone più potenti del suo tempo, l'imperatore Federico I detto il Barbarossa, rimandano alle avventure del Simplicius di Hans Grimmelshausen.

La seconda parte del libro inizia con la lunga e avventurosa ricerca del regno mitico Prete Gianni (o prete Giovanni come si preferisce nel romanzo) da parte di Baudolino e i suoi compagni, amici dai tempi dei comuni studi all'università della Sorbona a Parigi ma anche concittadini della neonata Alessandria (non a caso città natale dell'autore).

L'avventura attraverso regni del misterioso oriente è raccontata in maniera disincantata, non più da Mille e una notte o Bestiario medievale, gli stessi miti poi trattati anche dal "libro delle meraviglie" il Milione di Marco Polo, ma piuttosto come una lunga narrazione degli artifici con i quali i potenti si garantivano la benedizione divina, come il ritrovamento, nella cripta di una chiesa italiana, di tre antichi scheletri, fatti passare poi per i resti dei Re Magi e trionfalmente sepolti nella cattedrale di Colonia in Germania.

In "Baudolino" i Templari sono una sorta di truffatori, la Terza Crociata una scusa per saccheggiare i tesori di Costantinopoli, il commercio sacrilego delle false reliquie dal Graal alla Sacra Sindone, dai corpi di Apostoli ai souvenir della vita di Cristo che hanno riempito le chiese dell'occidente cristiano è una pratica diffusa.

In compenso, il suo arrivo nelle terre del Prete Gianni mette di fronte al meraviglioso mondo degli sciapodi con una sola gamba, dei panozi con le orecchie lunghissime, tanto da riuscire a volare se opportunamente addestrati, dei blemmi con la bocca sulla pancia ed altre mostruosità.

Essi non vedono nessuna differenza fisica tra di loro, ma sottilizzano sul loro diverso credo religioso dicendo sempre del prossimo che "pensa male": una metafora delle divisioni teologiche del cristianesimo orientale con i monofisiti, ariani o manichei che siano, e le loro lotte sul sesso degli angeli.

Il finale vede la resa dei conti: il cattivo viene apparentemente smascherato, ma Baudolino rimane talmente disgustato dal declino del suo mondo che, dopo una breve parentesi su una colonna dove per qualche mese fa il filosofo stilita dispensando oracoli e false profezie, decide di tornare a rifugiarsi in quel mondo immaginario che conosce solo lui.

Ma Baudolino dichiara fin dall'inizio del libro di essere "un gran bugiardo" e che "solo un'altro bugiardo come lui avrebbe potuto raccontare la sua storia".

 
 
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