ENCICLOPEDIA DELLE LINGUE
E DELLA LINGUISTICA
Aedo
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L'aedo, nell'antica civiltà greca, era il cantore professionista. L'etimologia della parola viene dal greco "ᾄδειν" cioè "cantare".
A differenza del rapsodo, l'aedo faceva parte della cosiddetta "società orale-aurale", cioè del parlare e dell'udire. Infatti, l'aedo non leggeva da un testo scritto, ma cantava a memoria. Chiaramente, date le proporzioni dei poemi epici da lui cantati, poteva capitare di dimenticare una parte del testo; è in questo modo che nasce, tra gli aedi, l'abitudine di modificare il proprio brano a seconda delle esigenze mnemoniche. Questo spiega il perché della presenza in grande quantità di appellativi come i patronimici, nonché dei cosiddetti topoi, cioè luoghi narrativi: nel caso in cui l'aedo avesse dimenticato la strofa successiva, poteva "indugiare" su quella che stava ancora cantando usando questi ferri del mestiere. Gli aedi erano soliti narrare i poemi non per intero, per ovvie ragioni di tempo, ma a pezzi (e non a puntate).






