ENCICLOPEDIA DELLE LINGUE
E DELLA LINGUISTICA
Anglicismo
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Un anglicismo, o anglismo, è una parola o una costruzione della lingua inglese che viene recepita in un'altra lingua. Secondo alcuni linguisti, il termine si adatterebbe anche a forme complesse, ad esempio alla fraseologia, oppure al calco semantico.
L'anglismo è da taluni considerato (al pari del gallicismo) deprecato ricorso a parole straniere, intendendosi che ve ne siano di adeguate già nella lingua che riceve il prestito e se ne parla talvolta come di contaminazione linguistica.
Contro l'anglismo, e contro altri simili prestiti, negli anni '30 fu avviata in Italia una campagna di "italianizzazione", coordinata da Achille Starace e volta ad assicurare l'eliminazione di parole straniere dalla lingua della quotidianità, onde affievolire le potenziali influenze di culture allogene.
Di diversa consistenza è invece la lotta agli anglismi tuttora condotta nei paesi francofoni: specialmente i governi di Francia e Quebec sono impegnati nel contrasto all'accesso degli anglismi nella lingua quotidiana. Uno dei campi in cui è più rilevante l'azione di contrasto è quello della terminologia informatica, che per molte ragioni è profondamente dipendente dall'inglese. Si sono quindi creati ex-novo, o artificiosamente ripescati per deduzione o costruzione dalla lingua antica, numerosi termini da utilizzare in luogo dei corrispondenti anglistici: si ha perciò un "logiciel" per il "software", un "octet" (che in verità ha originato anche un italiano ottetto) per il "byte", ed un originale "clavardage " (contrazione di clavier, tastiera, e bavardage, chiacchiera) per la "online chat", e quest'ultimo termine è stato elaborato direttamente ed autorevolmente dall'Académie française.
Le ragioni storiche di questo tanto acuto contrasto risiedono per i francesi nella caduta di importanza della propria madrelingua nel corso del Novecento: in passato una lingua franca, il francese cedette il passo all'inglese per effetto della dominanza anglo-americana sulla politica internazionale e per i rilevanti progressi nei campi della cultura, delle scienze e dei commerci, specialmente dopo la fine della seconda guerra mondiale. Opacizzata la grandeur della nazione transalpina, il timore di vedere anche la prestigiosa lingua adulterata da commistioni esterne muove ad niziative come si vede anche ufficiali per la sua tutela.
Per il Quebec, invece, la vicinanza (o forse l'accerchiamento) dell'inglese ha reso il contrasto non meno duro in un'ottica di salvaguardia dell'identità nazionale che risale alle competizioni dell'età coloniale sul Nuovo Continente.
In realtà qualche termine o locuzione resce ancora ad entrare nel parlato sotto forma di traduzione, talvolta anche erronea. È il caso del "paradis fiscal", locuzione che con identico significato è in uso anche nell'italiano, che deriva da un'errata traduzione della locuzione originale inglese "tax haven", il cui haven (porto) è stato scambiato per heaven (paradiso). Il frutto dell'errore era comunque provvisto di una certa sua espressiva felicità, al punto che gli anglofoni hanno ritradotto la loro locuzione in conformità, e ora si parla pertanto anche in inglese di "tax heaven".
Gli anglismi sono invece penetrati con ampiezza di effetti in altre lingue, tanto da doversi registrare casi di contaminazioni alquanto significative sino a vere e proprie ibridazioni. Sono i casi dello spanglish, in cui sulla base spagnola si innestano consistenti apporti dell'inglese, e del germish, in cui succede altrettanto su una base di tedesco.






