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http://it.wikipedia.org/wiki/Antico_Macedone


ENCICLOPEDIA DELLE LINGUE
E DELLA LINGUISTICA

Antico Macedone

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Antico Macedone ({{{nomenativo}}})
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Periodo: probabilmente intorno al III secolo
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Filogenesi: Lingue indoeuropee
 Macedone
  
   
    
     
      
       
        
         
          
           
            
             
              
Statuto ufficiale
Nazioni: nessuna
Regolato da: nessuna regolazione ufficiale
Codici di classificazione
ISO 639-1  
ISO 639-2  
ISO 639-3 {{{iso3}}}
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Estratto in lingua
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo - Art.1
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L'Antico Macedone (provvisoriamente ISO-DIS 639-3.5 XMK ) è la lingua estinta degli antichi Macedoni. Era parlata soprattutto nelle regioni interne della Macedonia, lontano dalla costa, durante il I millennio a.C., resistendo fino ai primi secoli dell'era volgare. Non è ancora chiaro il rapporto tra questa lingua e il Greco, se cioè fosse una lingua affine ad esso, se fosse un suo dialetto o se, infine, fosse una lingua indoeuropea senza alcuna relazione speciale col Greco.

La nostra conoscenza di questa lingua è molto limitata perché non è sopravvissuto alcun testo che sia indiscutibilmente scritto in Antico Macedone, tuttavia un certo numero di parole sono state riscostruite a partire dalle fonti antiche, le monete e il lessico di Esichio di Alessandria, risalente al V secolo, che ammonta a circa 700 parole e nomi propri. Molte di queste sono riconducibili al greco antico, ma alcune non sono facilmente conciliabili con la fonologia greca classica.

Il katadesmos di Pella, un testo greco dorico trovato a Pella nel 1986, datato fra il IV e il III secolo a.C., è stato portato come prova del fatto che la popolazione macedone parlasse il dialetto dorico a quel tempo. Altri, invece, ribattono che il dorico potesse essere stata una seconda lingua o un secondo dialetto parlato in Macedonia.

Indice

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Proprietà

Si può dire ben poco sulla natura della lingua da quel poco che si è salvato. Una notevole legge fonetica è che le aspirate sonore PIE diventano sonore, scritte β, γ, δ in contrasto con tutti i dialetti greci conosciuti, che le trasformano nelle sorde φ, χ, θ.

  • Macedone δανός danós ('morte', dal PIE *dhenh2- 'lasciare'), cfr. Greco comune θάνατος thánatos
  • Macedone ἀβροῦτες abroûtes o ἀβροῦϜες abroûwes contro il Greco comune ὀφρῦς ophrûs per 'sopracciglia'
  • Macedone Βερενίκη Bereníkē contro il greco comune Φερενίκη Phereníkē, 'che porta la vittoria'
  • ἄδραια adraia ('tempo sereno'), cfr. Greco comune αἰθρία aithría, dal PIE *aidh-
  • βάσκιοι báskioi ('fasces'), dal PIE *bhasko
  • Secondo Erodoto (Storie, 7.73; circa 440 a.C.), i Macedoni sostenevano che i Frigi si chiamassero Brygoi prima di emigrare dalla Tracia all'Asia Minore (all'incirca nel 1200 a.C.).
  • μάγειρος mágeiros ('macellaio') era un prestito dal Dorico in Greco attico. Vittore Pisani ha suggerito un'origine macedone per la parola, che sarebbe quindi correlata con μάχαιρα mákhaira ('coltello', <PIE *magh-, 'combattere')

Lo stesso trattamento è conosciuto per altre lingue paleo-balcaniche, per esempio frigio bekos ('pane'), illirico bagaron ('caldo'), ma attico φώγω phōgō ('arrostire'), tutte dal PIE *bheh3g-. Dal momento che tutte queste lingue sono note attraverso l'alfabeto greco, che non ha segni per le sonore aspirate, non è chiaro se ci sia stata veramente una de-aspirazione o se β, γ, δ siano state scelte solo come lettere che si avvicinavano di più per esprimere le sonore aspirate.

Se γοτάν gotán ('porco') è collegato a *gwou ('bestiame'), questo indicherebbe che le labiovelari o erano intatte oppure si erano fuse con le velari, diversamente dall'usuale trattamento greco (attico βοῦς boûs). Tali deviazioni, però, non sono sconosciute nei dialetti greci; cfr. dorico (spartano) γλεπ- glep- per il greco comune βλεπ- blep-, come anche il dorico γλάχων gláchōn e lo ionico γλήχων glēchōn per il greco comune βλήχων blēchōn (Albrecht von Blumenthal 1930:21).

Un certo numero di esempi suggeriscono che le sonore velari divengano sorde, specialmente all'inizio della parola: κάναδοι kánadoi, 'mascelle' (<PIE *genu-); κόμβους kómbous, 'molari' (<PIE *gombh-); all'interno delle parole: ἀρκόν arkón (attico ἀργός argós); il toponimo macedone Akesamenai, dal nome della Pieria Akesamenos (se Akesa- è collegato al greco agassomai, agamai, "stupire"; cfr. il nome tracio Agassamenos).

Negli Uccelli di Aristofane, si trova la forma κεβλήπυρις keblēpyris ('uccello dal capo rosso'), che mostra una sonora alla macedone al posto di una sorda aspirata greca: κεβ(α)λή keb(a)lē contro κεφαλή kephalē ('head').

Classificazione

A causa della frammentarietà delle testimonianze, Le interpretazioni storiche sulla natura del Macedone restano molto divergenti fra loro e comprendono (Mallory and Adams (1997), p. 361):

  • un dialetto greco mescolato con l'Illirico o il Tracio, suggerito da Kretschmer (1896) e E. Schwyzer (1959)
  • un dialetto greco influenzato dal sostrato non-indoeuropeo, tesi avanzata da M .Sakellariou (1983)
  • un dialetto illirico misto al Greco (ipotizzato da K. O. Müller (1825) e ripreso da G. Bonfante 1987)
  • una lingua indoeuropea indipendente prossima al Greco, al Tracio e al Frigio, idea sostenuta da I. I. Russu (1938) e Antoine Meillet (1965)

La discussione è strettamente collegata con la ricostruzione della lingua proto-greca.

Gruppo Greco-macedone

Alcuni linguisti pensano che il Macedone fosse una lingua strettamente correlata a tutti gli antichi dialetti greci, e non un dialetto greco puro e semplice. Se questo fosse giusto, allora Macedone e Greco sarebbero due sottorami di uno stesso gruppo indoeuropeo greco-macedone, talvolta chiamato anche gruppo ellenico. Questa terminologia potrebbe generare equivoci, dato che il "ramo ellenico dell'indoeuropeo" è usato anche come sinonimo del ramo greco (che comprende tutti i dialetti greci, antichi e moderni) in una accezione più ristretta
(Linguist List è tra i promotori di questa teoria.)

Un certo numero di parole, soprattutto di quelle contenute nel lexicon di Esichio, sono state messe in discussione (infatti alcuni non le considerano vere parole macedoni) e alcune potrebbero essersi corrotte nel corso della tradizione manoscritta. Per esempio abroutes, potrebbe essere letta come abrouϜes (αβρουϝες), con il tau (t) al posto di un digamma (ϝ). Se così fosse, questa parola sarebbe forse stata assimilabile in un dialetto greco; però altri (per esempio Antoine Meillet) considerano autentica la dentale e pensano che la parola appartenga a una lingua indoeuropea diversa dal Greco.

Dialetto del greco antico

Un'altra scuola di pensiero sostiene che il macedone fosse un dialetto greco. Sono numerosi quelli che sostengono tale idea e tra loro ci sono vecchi studiosi come Franz Heinrich Ludolf Ahrens (1843) e O. Hoffmann (1906). Un esponente recente di questa scuola è stato il professor Olivier Masson che in un articolo sull'antico macedone, nella terza edizione dell'Oxford Classical Dictionary (1996), avanzò l'idea che il macedone fosse affine ai dialetti greci nordoccidentali:

Secondo noi il carattere greco di quasi tutti i nomi è ovvio ed è difficile pensare ad una ellenizzazione dovuta a prestiti all'ingrosso (...) Quella piccolaminoranza di nomi che non assomigliano al greco (...) potrebbero essere dovuti a influenze di sostrato o di adstrato (come altrove in Grecia). Il macedone deve quindi essere considerato come un dialetto greco, caratterizzato dalla sua posizione marginale e dalla pronuncia locale. Al contrario di una vecchia opinione secondo la quale il macedone sarebbe un dialetto eolico (...) da ora in poi dobbiamo pensare ad un legame con il greco-nordoccidentale (...) Dobbiamo attendere nuove scoperte, ma possiamo fin d'ora azzardare la conclusione che il macedone è un dialetto affine al greco nordoccidentale.

L'evidenza (sottile, inadeguata, magra) è aperta a diverse interpretazioni, e nessuna risposta definitiva è ancora possibile alla domanda se l'antico macedone dosse realmente un dialetto greco. È plausibile che il macedone non fosse un antico dialetto greco equivalente all'attico o allo ionico, da ciò la definizione talvolta usata per il macedone antico, di "dialetto greco deviante".

Lingua paleo-balcanica indipendente

Alcuni linguisti ritengono che l'antico macedone non fosse solo una lingua separata, ma che appartenesse a un diverso ramo indoeuropeo piuttosto che a quello ellenico (o greco-macedone) e secondo loro non era particolarmente vicino al greco. Essi respingono le forti corrispondenze col greco trovate nel macedone e preferiscono trattarlo come una lingua indoeuropea dei Balcani, geograficamente collocato fra l'illirico ad ovest e il tracio ad est.

Alcuni ipotizzano che linguisticamente il macedone fosse situato tra l'illirico e il tracio, una sorta di lingua intermedia tra le due; ma questo presume che illirico e tracio fossero rami vicini. Un gruppo linguistico traco-illirico, invece, non è più contemplato tra le ipotesi a causa della mancanza di prove.

Il repertorio lessicale dell'antico macedone rivela l'esistenza di alcune parole che non hanno alcun corrispondente in greco, ma che ne hanno in altre lingue indoeuropee. Ci sono anche alcune parole che non hanno corrispondenti in alcuna lingua indoeuropea, e che forse sono di origine pre-indoeuropea.

Fonti classiche

Ci sono diversi riferimenti nelle fonti classiche che hanno portato gli studiosi a ritenere che per gli antichi greci i Macedoni fossero una tribù non ellenica, mentre in vece per altri studiosi i Macedoni erano una tribù ellenica. Tra i riferimenti che potrebbero indicare che il macedone fosse un dialetto greco, c'è il dialogo tra un ateniese e un macedone in un frammento sopravvissuto della commedia del V secolo a.C. I Macedoni del poeta ateniese Strattis, dove la parlata macedone è presentata come una forma di greco.

Adozione del dialetto attico

All'aumentare dell'influenza del greco, i Macedoni iniziarono sempre più ad adottare il dialetto attico (nella forma della koinè) come loro lingua, e nei secoli, l'antico macedone cadde in disgrazia e fu relegato in aree remote dell'interno. Alla fine il greco attico lo soppiantò interamente e l'antico macedone si estinse nei primi secoli dell'era volgare. Non si sa esattamente quando sia scomparso e probabilmente è impossibile determinarlo, perché alla fine la lingua sarà stata parlata solo da poche persone.

Glossario

  • ἄβαγνα ábagna 'rose' (Hes. Attic ῥόδα; forse Doric ἀβός abós 'giovane, abbondante' + ἁγνός hagnós 'puro, casto, immacolato')
  • ἀβαρύ abarý 'origano' (Hes. ὀρίγανον oríganon, forse prefisso Attico α a 'non' + βαρύ barý 'pesante')
  • ἀβροῦτες or ἀβροῦϜες abroûtes or abroûwes 'sopracciglia' (Hes. Attico ὀφρῦς ophrûs acc. pl., ὀφρύες ophrúes nom., PIE *bhru-)
  • ἄγημα ágēma, 'avanguardia, guardie' (Hes. Attico ἄγημα ágēma, PIE *ag-); cf. Polibio, Storie, 5.65.2
  • ἀγκαλίς ankalís 'peso, carico' o 'falce' (Hes. Attic ἄχθος ákhthos or δρέπανον drépanon, LSJ Attico ἀγκαλίς ankalís 'bundle', or in pl. ἀγκάλαι ankálai 'arms' (body parts), ἄγκαλος ánkalos 'armful, bundle', ἀγκάλη ankálē 'the bent arm' or 'anything closely enfolding', come "l'abbraccio" del mare, PIE *ank 'avvolgere')
  • ἀδῆ adē 'cielo sereno' or 'l'aria superiore' (Hes. οὐρανός ouranós 'cielo', LSJ e Pokorny Attico αἰθήρ aithēr 'etere, l'aria più alta, più pura', da cui 'cielo chiaro, firmamento')
  • ἄδις ádis 'focolare' (Hes. ἐσχάρα eskhára, LSJ Attico αἶθος aîthos 'fuoco, calore bruciante')
  • ἄδραια ádraia 'bel tempo, cielo sereno' (Hes. Attico αἰθρία aithría, PIE *aidh-)
  • ἀκρουνοί akrounoí 'pietre di confine' nom. pl. (Hes. ὃροι hóroi, LSJ Attico ἄκρος ákros 'alla fine o estremità', da ἀκή akē 'punta, lama', PIE *ak 'cima, punta' o 'acuto, affilato')
  • ἀλίη}} alíē 'letame'
  • ἄλιζα}} áliza (also alixa) 'alder' (Hes. Attico λεύκη leúkē 'pioppo', forse Pokorny Attico ἐλάτη elátē 'fir, spruce', PIE *ol-, *el-)
  • ἀμαλή amalē 'gentle' fem. (LSJ ἀμαλή, Attico ἁμαλή, ἁπαλή hamalē, hapalē)
  • ἄξος áxos 'timber' (Hes. Attico ὓλη húlē)
  • ἀορτής aortēs, 'swordsman' (Hes. ξιφιστής; Homer ἄορ áor 'sword'; Attic ἀορτήρ aortēr 'swordstrap', modern Greek αορτήρ aortír 'riflestrap'; hence aorta)
  • ἄργελλα árgella 'bathing hut' (Cimmerian ἄργιλλα árgilla 'subterranean dwelling' (Ephorus in Strb. 5.4.5) , Old Indian argala-ḥ, argalā 'latch, bolt', PIE *areg-, hence Romanian argea (pl. argele), 'wooden construction', Albanian ragal 'cabin')
  • ἀργιόπους argiópous 'eagle' (LSJ Attic ἀργίπους argípous 'swift- or white-footed', PIE *hrg'i-pods < PIE *arg + PIE *ped)
  • ἀρκόν arkón 'leisure, idleness' (LSJ Attic ἀργός argós 'lazy, idle' nom. sing., ἀργόν acc.)
  • ἄσπιλος áspilos 'torrent' (Hes. χείμαῤῥος kheímarrhos, Attic ἄσπιλος áspilos 'without stain, spotless, pure')
  • βάσκιοι báskioi 'fasces' (Hes. Attic δεσμοὶ φρῡγάνων desmoì phrūgánōn, Pokorny Macedonian βασκευταί baskeutaí, Attic φασκίδες phaskídes, perhaps Attic φάσκωλος pháskōlos 'leather sack', PIE *bhasko-)
  • γοτάν gotán 'pig' acc. sing. (PIE *gwou- 'cattle', (Attic βοτόν botón ' beast', in plural βοτά botá 'grazing animals')
  • γράβιον grábion 'torch' (PIE *grabh-, 'hornbeam', Umbrian Grabovius an oak-god, etymologically linked by LSJ and Pokorny to Attic κράβ(β)ατος kráb(b)atos 'couch, bed', Latin grabātus - which LSJ derives from Macedonian - hence modern Greek κρεβάτι kreváti 'bed')
  • δανός danós 'death', δανῶν danōn 'murderer' (Hes. Attic thánatos θάνατος 'death', from root θαν- than-)
  • δάρυλλος dárullos 'oak' (Hes. Attic δρῦς drûs, PIE *doru-)
  • ἐταῖροι etaîroi 'comrades' nom. pl. (Attic ἑταῖροι hetaîroi, PIE *swe-t-aro < suffixed form of *swe)
  • ἴλαξ ílax 'the holm-oak, evergreen or scarlet oak' (Hes. Attic πρῖνος prînos, Latin ilex)
  • καλαῤῥυγαί kalarrhugaí 'ditches, trenches' (Hes. τάφροι - attributed to Amerias) -LSJ: Ambraciot word, acc. to Sch.Gen.Iliad 21.259 (in form kalarua).
  • κάναδοι kánadoi 'jaws' nom. pl. (Attic γνάθοι gnáthoi, PIE *genu, 'jaw')
  • κάραβος kárabos
    • 'gate, door' (Hes. Attic 'meat roasted over coals'; Attic karabos 'stag-beetle'; 'crayfish'; 'light ship'; hence modern Greek καράβι karávi)
    • 'the worms in dry wood' (Attic 'stag-beetle, horned beetle; crayfish')
    • 'a sea creature' (Attic 'crayfish, prickly crustacean; stag-beetle')
  • κίκεῤῥοι kí[k]erroi 'pale ones (?)' (Hes. Attic ὦχροι ōkhroi, PIE *k̂ik̂er- 'pea')
  • κλινότροχον klinótrokhon, according to Theophrastus a sort of maple of Stageira, Pokorny Attic γλεῖνον gleînon), LSJ: γλῖνος glînos or γλεῖνος gleînos, Cretan maple, Acer creticum', Thphr.HP3.3.1, 3.11.2.
  • κόμβους kómbous 'molars' acc. pl. (Attic γομφίους gomphíous, dim. of γόμφος gómphos 'a large, wedge-shaped bolt or nail; any bond or fastening', PIE *gombh-)
  • λακεδάμα lakedáma 'salt water with garlic', Hes.; according to Albrecht von Blumenthal (1930), -ama corresponds to Attic ἁλμυρός halmurós 'salty'; laked- is cognate to English leek, possibly related is Λακεδαίμων Laked-aímōn, the name of the Spartans.
  • λείβηθρον leíbēthron 'stream' (Hes. Attic ῥεῖθρον rheîthron, also λιβάδιον libádion, 'a small stream', dim. of λιβάς libás; PIE *lei, 'to flow'); note typical Greek productive suffix -θρον (-thron)
  • Πύδνα Púdna, a toponym (Pokorny Attic πυθμήν puthmēn 'bottom, sole, base of a vessel'; PIE *bhudhnā; Attic πύνδαξ pýndax 'bottom of vessel')
  • σάρισσα sárissa (also σάρισα sarisa), a long pike used by the Macedonian phalanx (Theophrastus, Polybius; etymology unknown - v. Blumenthal (1930) reconstructs *skwrvi-entia- to a root for 'cut', but this is speculative; perhaps Attic σαίρω saírō 'to show the teeth, grin like a dog', esp. in scorn or malice, also 'to sweep clean or away')


 

Voci correlate

Bibliografia

  • H. Ahrens De Graecae linguae dialectis, Goettingen, 1843.
  • Albrecht von Blumenthal, Hesychstudien, Stuttgart, 1930.
  • Edmonds, J.M. The Fragments of Attic Comedy, "Strattis, Passage 28". Leiden: Brill, 1957.
  • Fasmer, M. The Etymological Dictionary of the Russian Language. Moscow, 1986.
  • S. Hornblower, A. Spawforth (Editors), The Oxford Classical Dictionary, revised 3rd ed., New York/London, Oxford University Press, 2003.
  • O. Hoffmann Die Makedonen. Ihre Sprache und ihr Volkstum, Goettingen 1906
  • Brian Joseph (1999), Ancient Greek in: J. Garry, C. Rubino, A. Faber, R. French (editors), Facts About the World's Languages: An Encyclopedia of the World's Major Languages: Past and Present, New York/Dublin, H. W. Wilson Press, 2001
  • Katcic, Ancient Languages of the Balkans, The Hague, Mouton (1976).
  • J. P. Mallory, D. Q. Adams (edd.) Encyclopedia of Indo-European culture, 1997.
  • Olivier Masson, Sur la Notation Occasionnelle du Digamma Grec par d'Autres Consonnes et la Glose Macédonienne Abroutes, Bulletin de la Société de Linguistique de Paris, t. XC, 1995, p. 231-239.
  • Neroznak, V. Paleo-Balkan languages, Moscow, 1978.
  • Pokorny, Julius, Indogermanisches Etymologisches Wörterbuch, Bern, 1959.
  • Rhomiopoulou, Katerina. An Outline of Macedonian History and Art. Greek Ministry of Culture and Science, 1980.
  • G. Babiniotis Ancient Macedonian: The Place of Macedonian among the Greek Dialects in : A. M. Tamis (ed.), Macedonian Hellenism, Melbourne 1990, pp. 241-250
  • C. Brixhe, A. Panayotou, Le Macédonien in: Langues indo-européennes, ed. Bader, Paris, 1994, 205–220.
  • J. Chadwick The Prehistory of the Greek Language, Cambridge 1963

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