ENCICLOPEDIA MEDICA
2,3-difosfoglicerato
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| 2,3-difosfoglicerato | |
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| Nome IUPAC | |
|---|---|
| Acido 2,3 Difosfoossipropanoico | |
| Nomi alternativi | |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | P2H8C3O10 |
| Massa molecolare (amu) | 265.9593 |
| Aspetto | |
| Numero CAS | 62868-79-5 |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g·cm-3, in c.n.) | |
| Solubilità in acqua | |
| Temperatura di fusione (K) | |
| ΔfusH0 (kJ·mol-1) | |
| ΔfusS0 (J·K-1mol-1) | |
| Reticolo cristallino | |
| Proprietà termochimiche | |
| ΔfH0 (kJ·mol-1) | |
| S0m(J·K-1mol-1) | |
| C0p,m(J·K-1mol-1) | |
| ΔcombH0 (kJ·mol-1) | |
| Indicazioni di sicurezza | |
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| Progetto Chimica - Chemiobox | |
Il 2,3-difosfoglicerato (o DPG) è la base coniugata dell'acido 2,3-difosfoossipropanoico (difosfoglicerico), presente nei globuli rossi in concentrazione simile a quella dell'emoglobina. Si lega con la Deossiemoglobina in proporzione di 1:1, attaccando selettivamente la cavità centrale del tetramero, stabilizzandone la struttura, e diminuendone così l'affinità per l'ossigeno. Quando l'emoglobina raggiunge i tessuti le catene β sono le prime a cedere l'ossigeno e tale perdita comporta uno spostamento dei monomeri dal centro. Appena la cavità idrofila si apre il DPG entra e si lega al tetramero. La struttura così stabilizzata può rilasciare anche l'ossigeno delle due catene α. Nei polmoni avviene il processo inverso. Ad alta pressione di ossigeno le catene α sono le prime a legarlo ed il DPG viene "spremuto" ed espulso dal tetramero, consentendo un più facile legame Ossigeno-Catena β.
Il DPG è legato anche alla
gluconeogenesi ed alla
glicolisi in quanto convertibile in altri intermedi:
Nell'uomo la 2,3-difosfoglicerato
fosfatasi catalizza la conversione
2,3-DPG + H 2O -> 3 fosfoglicerato + PO4
Seguita da uno spostamento del gruppo fosforico in posizione 2 ad opera di una mutasi (Fosfoglicerato mutasi)
3 fosfoglicerato -> 2 fosfoglicerato
In alcuni altri organismi è possibile una via alternativa abbreviata: una fosfotransferasi (2 fosfoglicerato chinasi) catalizza la conversione
2,3-DPG + ADP -> 2 fosfoglicerato + ATP
Da qui il 2 fosfoglicerato può essere convertito in fosfoenolpiruvato, per condensazione, attraverso l'azione di un altro enzima (2 fosfoglicerato idrolasi, una enolasi).
2 fosfoglicerato -> fosfoenolpiruvato + H2O
In realtà il 2,3-DPG è presente in concentrazioni elevate nei soli eritrociti, mentre nel resto dell'organismo ha concentrazioni infinitesimali. Essendo però in equilibrio con l'1,3-DPG, proveniente dalla glicolisi, attraverso l'azione di una mutasi (Difosfoglicerato mutasi), ed essendo l'1,3-DPG continuamente prodotto, appare chiaro che la via del 2,3-DPG è solo una diramazione secondaria, anche se importante, della via glicolitica. Inoltre, pur essendo la reazione mutasica fortemente favorevole alla formazione del 2,3-DPG, questo è un potente inibitore dell'enzima, la cui attività è quindi sottoposta a feedback negativo.
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