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http://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine


ENCICLOPEDIA MEDICA

Abitudine

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L'abitudine (dal latino habitudo, habitudinis, struttura fisica o morale) è la disposizione o attitudine acquisita mediante ripetute esperienze. Questa disposizione si riferisce di solito agli esseri umani ma può anche indicare comportamenti animali.

Indice

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Modi di dire

  • Prendere (o perdere) un'abitudine: assumere un modo di agire costante e quasi meccanico
  • Essere legato alle proprie abitudini
  • Per abitudine: senza riflettere e seguendo una consuetudine acquisita col tempo
  • Cattive abitudini: contrarie alle regole della morale o dell'educazione

L'abitudine in fisiologia e psicologia

Il termine abitudine viene usato per indicare sia le attività motorie, sia le attività mentali, che dopo numerose ripetizioni vengono svolte in modo relativamente automatico o, più semplicemente, con maggior facilità e coordinazione.

L'abitudine nella filosofia

Nella storia della filosofia, sul fenomeno dell'abitudine, si possono individuare, due diverse tendenze. La prima (teoria meccanicistica), che si ritrova già negli atomisti antichi e, in una forma più precisa, in Cartesio e nella sua scuola, spiega fisiologicamente l'abitudine, riducendola a un puro fenomeno fisico e meccanico.

L'altra (teoria vitalistica), che si può far risalire ad Aristotele ed è rappresentata da Gottfried Leibniz, Maine de Biran, Felix Ravaisson-Mollien, Emile Boutroux, Henri Bergson e, in genere, da spiritualisti e idealisti, evidenzia la spontaneità originaria degli atti che, ripetuti a più riprese, costituiscono il formarsi dell'abitudine, ossia la disposizione meccanica a riprodurli. Secondo questo concetto, il fenomeno dell'abitudine è stato assunto dagli spiritualisti vitalisti (Ravaisson, Boutroux, Bergson) come modello per dimostrare che lo spirito può diventare natura, la spontaneità trasformarsi meccanismo.

Nel campo etico-pedagogico assume rilievo, grazie ad Aristotele, l'abitudine in senso positivo, come mezzo di un divenire morale; al contrario Jean-Jacques Rousseau e Immanuel Kant la relegarono come mera negazione della libera iniziativa, della spontaneità dello spirito.

La psicologia e la pedagogia contemporanee, di solito, classificano l'abitudine come un meccanismo psicologico che permette all'individuo di adattarsi al mondo e ai cambiamenti ambientali, contribuendo alla formazione del carattere, creando nuovi bisogni, ma anche nuove attitudini.

Il peccato d'abitudine

Nella religione cattolica, l'abitudine diviene peccato quando una azione si ripete continuamente per difetto di volontà, sia per la prevalenza della passione, sia per una consuetudine negativa. Il grado di gravità del peccato d'abitudine varia a seconda della posizione reale del peccatore.

 
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