ENCICLOPEDIA MEDICA
Aborto spontaneo
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L'aborto spontaneo è l'interruzione della
gravidanza avvenuta senza diretto intervento esterno
(a differenza dell'aborto
provocato o interruzione volontaria di gravidanza). Le
probabilità che una gravidanza si interrompa sono molto
più elevate di quanto comunemente si ritenga, sono però
i primi tre mesi quelli a maggior rischio.
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Cause e sintomi
La causa dell'aborto spontaneo è difficilmente riconoscibile, spesso è un episodio sporadico e non ripetuto nella stessa donna. Talvolta può presentarsi l'eventualità di più aborti così precoci che la donna li scambia come normale flusso mestruale.
La sintomatologia tipica dell'aborto spontaneo prevede perdite ematiche e contrazioni uterine, sintomatologia che, piuttosto diffusa, raramente indica un aborto, ovvero i sintomi sono in realtà poco attendibili.
La gravidanza, infatti, può anche interrompersi in maniera del tutto asintomatica; di solito questo accade entro le 12 settimane e la donna se ne accorge attraverso un controllo ecografico. Parliamo in tal caso di aborto ritenuto. In questo caso l'embrione rimane nell'utero con la cervice perfettamente chiusa, anche se ormai non c'è più battito cardiaco.
Della stessa categoria fa parte la gravidanza anembrionica, più conosciuta col nome di "uovo chiaro". Nell'uovo chiaro c'è la presenza della camera gestazionale ben impiantata nell'utero, ma non è presente l'embrione nè, spesso, il sacco vitellino.
L'approccio terapeutico per l'aborto ritenuto è di due tipi: attendere che l'espulsione avvenga spontaneamente oppure rimuoverlo attraverso curettage chirurgico (raschiamento) o isterosuzione. In genere si rispetta la scelta della donna che può voler aspettare che la natura faccia il suo corso o porre fine allo strazio dell'attesa.
Le cause sono molte e varie, principalmente dovute ad aberrazioni cromosomiche del prodotto del concepimento (embrione o feto), secondariamente a problemi della gestante:
- utero anomalo (utero setto, bicorne, con presenza di fibroma...)
- incontinenza cervicale
- carenza ormonale
- malattia infettiva
- malnutrizione
- abuso di droga/alcool/farmaci
- patologie endocrine e immunitarie
- età materna a rischio (sotto i 20 anni e sopra i 35)
Spesso il prodotto del concepimento (embrione o feto) espulso precocemente viene controllato istologicamente per una differenziazione da altro materiale. In caso di aborti multipli il controllo istologico prevederà anche una mappa cromosomica.
Terapia
Negli anni '30 la terapia più diffusa per l'aborto
spontaneo era la dilatazione cervicale e lo
svuotamento strumetale dell'utero, per prevenire
infezioni che avrebbero causato la sterilità o la morte
della donna. L'aborto era spesso diagnosticato quando
era già presente una forte emorragia o c'erano evidenti
problemi nella donna.
La diagnosi in genere era "sanguinamento vaginale
anomalo".
Dagli anni '90, con l'avvento delle ecografie
intrauterine e gli studi sull'ormone b-hCG, è possibile
diagnosticare la morte del feto prima che si verifichi
l'espulsione naturale.
Tuttavia l'aborto spontaneo spesso si risolve
naturalmente con l'espulsione del materiale fetale, e la
terapia più accreditata al momento è l'attesa, sotto
controllo medico. Infatti la tecnica di svuotamento
potrebbe causare traumi all'utero che potrebbero
complicare le gravidanze future. In paesi come l'Olanda,
il Canada, il Regno Unito, l'attesa è la strategia più
applicata, e permette di studiare l'evoluzione della
patologia in modo più completo.
Altre terapie accreditate sono di tipo farmacologico,
come l'uso delle prostaglandine e gli anti-progestinici,
in tecniche analoghe all'interruzione volontaria di
gravidanza. Questi farmaci favoriscono l'esplusione
spontanea del materiale fetale, nel caso di aborto
spontaneo, già spento.
Aborto nel secondo trimestre (parto pretermine)
Abbiamo due casi dell'aborto in fase avanzata:
- il feto è ancora vivo
- il feto è morto
nel primo caso si ha una dilatazione della cervice
senza contrazioni, che causa un parto indolore, e quindi
l'espulsionde del feto, che muore per immaturità.
Nel secondo caso si avrà un travaglio, ed un parto
tradizionale, spesso accompagnato da emorragie.
Effetti psicologici
La donna che ha subito un aborto può aver bisogno di sostegno psicologico che aiuti a gestire il dolore della perdita. A qualsiasi epoca della gestazione avvenga, un aborto spontaneo può essere traumatico e può essere vissuto come un lutto.
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