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http://it.wikipedia.org/wiki/Anticlericalismo


ENCICLOPEDIA POLITICA

Anticlericalismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Voltaire
Voltaire

L'Anticlericalismo è un movimento politico che si oppone al clericalismo, ossia all'invadenza degli ecclesiastici nella vita dello stato e nel costume.

L'anticlericalismo, nella storia, ha avuto spesso manifestazioni violente, nel corso di attacchi tesi alla confisca delle proprietà della Chiesa. Questa forma di pensiero si colloca sia nell'ambito del liberalismo, sia delle sinistre radicali.

L'anticlericalismo, in una forma o nell'altra, è stato presente lungo gran parte della storia cristiana ed è considerato come una delle maggiori forze popolari che hanno provocato l'intervento della Controriforma nel XVI secolo. In Italia ed Europa occidentale generalmente l'anticlericalismo è contrario alla Chiesa Cattolica, in Russia alla Chiesa ortodossa; può essere considerato anticlericalismo anche l'opposizione all'Islam.

Indice

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Anticlericalismo per stato

Italia

Durante il Risorgimento

In Italia l'anticlericalismo ebbe la massima espressione nella lotta al potere temporale del papa. La formazione dello stato nazionale del 1861 fu preceduta e accompagnata dal tentativo di una riforma religiosa che, nei propositi di alcuni esponenti delle classi dirigenti piemontesi, avrebbe dovuto sradicare dal cuore del popolo la fede cattolica, sostituendola con una specie di religione di stato. Si iniziò all'epoca del Regno di Sardegna, con la legge del 25 agosto 1848 che espelleva tutti i Gesuiti stranieri, sopprimeva l'ordine e ne incamerava tutti i collegi, convertendoli ad uso militare.

È del 29 maggio 1855 la più famosa legge che abolisce tutti gli ordini religiosi privi (secondo lo stato) di utilità socile (Agostiniani, Carmelitani, Certosini, Cistercensi, Cappuccini, Domenicani, Benedettini e altri) e ne espropria tutti i conventi (335 case), sfrattando 3733 uomini e 1756 donne.

Nel tentativo di colmare i gravi disavanzi causati dalla Terza Guerra d'Indipendenza, nel 1866 il Regno d'Italia estese l'esproprio dei beni ecclesiastici a tutto il territorio nazionale e, con la legge del 19 giugno 1873 anche a Roma, la nuova capitale.

La Presa di Roma, che avvenne il 20 settembre 1870, pose fine al potere temporale del papa-re quando i bersaglieri del generale Cadorna irruppero attraverso la Breccia di Porta Pia, ponendo fine allo Stato Pontificio. Tra i politici di maggior spicco in questa fase storica emerge la figura di Camillo Benso Conte di Cavour, un uomo ben noto per le sue idee ostili alla Chiesa. Giuseppe Garibaldi, definì la chiesa cattolica una setta contagiosa e perversa. Per lungo tempo il papa, rifugiatosi in Vaticano, impose ai cattolici di non partecipare alla vita pubblica del Regno d'Italia con un pronunciamento conosciuto come non expedit.


 

Durante il fascismo

I rapporti tra il Vaticano ed il Regno si normalizzarono per volontà del dittatore fascista Benito Mussolini, che cercò un'intesa con la Chiesa al fine di accrescere il proprio potere, ancora instabile: i Patti Lateranensi vennero siglati nel 1929.

Dopo la prima guerra mondiale

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l'anticlericalismo s'impersonificò nelle attività del Partito Radicale, del comunisti e del socialisti, in contrapposizione alle parole d'ordine del partito appoggiato dalla Santa Sede, la Democrazia Cristiana.

Nel 1984 il Primo Ministro socialista Bettino Craxi attuò una revisione dei Patti Lateranensi, rimuovendo la prerogativa di Religione di Stato in precedenza accordata alla chiesa cattolica. Contestualmente, vennero stabilite per legge alcune partite favorevoli alla chiesa: prima tra tutte la possibilità offerta ai contribuenti di destinare al Vaticano l'otto per mille del gettito IRPEF e, non meno importante, l'insegnamento obbligatorio della religione cattolica nelle scuole pubbliche. Tuttavia bisogna sottolineare che il contribuente non si può sottrarre alla tassazione e che le confessioni religiose che hanno siglato l'intesa con lo stato italiano percepiscono anche la quota del reddito dei contribuenti che non hanno firmato per nessuna confessione. Si tratta quindi di una tassazione e non di una contribuzione volontaria.

Oggi, secondo l'opinione di molti osservatori, la Chiesa Cattolica cerca di giocare un ruolo più incisivo e determinante nello scenario politico italiano. Nell'ambito delle alte gerarchie ecclesiastiche, il Cardinale Camillo Ruini non disdegna di commentare pubblicamente fatti inerenti alla dimensione secolare della politica: si ode spesso la sua voce che indica il punto di vista ufficiale della Chiesa su svariate materie. Questa politica interventista ha subito poi un'accellerazione ulteriore dal 2005, anno in il Papa Benedetto XVI è salito all'onore degli altari. Nel panorama attuale dei partiti politici italiani, se si esclude il programma della Rosa nel Pugno che indica nella laicità dello Stato un punto irrinunciabile, nessuna formazione si esprime con chiarezza sul tema dell'anticlericalismo. La ragione è facilmente intuibile: dopo lo sfaldamento della Democrazia Cristiana, l'elettorato cattolico che in essa si riconosceva continua ad essere considerato determinante da entrambi gli schieramenti, per cui nessun partito contraddice apertamente la Chiesa.

Francia

L'anticlericalismo è un tema di particolare rilevanza nel contesto storico della Terza Repubblica e nelle divergenze che ne derivarono con la Chiesa Cattolica. In breve, prima del 1905, la Chiesa godeva di un trattamento preferenziale da parte dello Stato francese (insieme alle minoranze ebraiche, luterane e calviniste). Nel corso dell' 800, sacerdoti insegnavano nelle scuole pubbliche tutte le materie, religione compresa. La Chiesa, in più, mostrava di sostenere opinioni monarchiche, e fu implicata in attacchi antisemiti come nell' Affare Dreyfus.

Di conseguenza molti, specialmente gli appartenenti alla sinistra, chiesero la separazione tra Chiesa e Stato e l'imposizione di una reale laicità. Si noti che la divisione tra clericali e anticlericali non aderisce esattamente alle categorie di credenti e non credenti: da un lato, alcuni cattolici pensavano che la Chiesa non dovesse intervenire nella vita politica mentre altri, come Charles Maurras, sebbene non credessero in Dio, favorivano il potere temporale della Chiesa perché ritenevano fosse essenziale per la coesione del Paese e per i loro obiettivi politici (vedi anche reazionario).

In definitiva, la separazione del 1905 tra Stato e Chiesa innescò aspre polemiche e forti controversie, ma la maggioranza delle scuole cattoliche e delle fondazioni educative venne chiusa, mentre molti ordini religiosi furono sciolti.

Messico

In seguito alla Rivoluzione del 1860, il Presidente Benito Juárez, appoggiato dal governo statunitense, varò un decreto per la nazionalizzazione delle proprietà ecclesiastiche, separando Chiesa e Stato e sopprimendo gli ordini religiosi.

La nuova Costituzione Messicana, varata nel 1917, si spinse ancora oltre in tema di provvedimenti anticlericali. L'articolo 3 prevedeva un sistema educativo secolarizzato; l'articolo 5 poneva gli ordini monastici fuori dalla legge; l'articolo 24 proibiva i servizi religiosi fuori dai confini fisici delle chiese, mentre l'articolo 27 limitava il diritto delle organizzazioni religiose al mantenimento di proprietà. Ancora più detestabile per i cattolici fu l'articolo 130, che escludeva il clero dal godimento dei diritti politici fondamentali.

Una serie di opposizioni e atti di resistenza contro queste norme sfociarono poi nel triennio 1926-1929 in episodi di conflitto armato, la cosiddetta Cristiada.

Portogallo

Una prima ondata di anticlericalismo si verificò nel 1834 sotto il governo di Dom Pedro, quando si assistette ad una chiusura generalizzata di monasteri e conventi. Parallelamente, alcune delle più note scuole religiose del Portogallo furono obbligate a cessare l'attività.

La caduta della Monarchia a seguito della Rivoluzione Repubblicana del 1910 causò un'ulteriore ondata di anticlericalismo. La maggior parte delle proprietà ecclesiastiche vennero poste sotto il controllo statale e alla Chiesa non fu più consentito ricevere beni in eredità. Il saio, la tonaca, la stola e ogni tipo di abito religioso venne proibito. L'insegnamento della religione fu interrotto e le imposte a favore della Chiesa vennero abrogate.

Spagna

In seguito alla Prima Guerra Carlista del 1836, il nuovo regime chiuse i maggiori conventi e monasteri della Spagna. In questo contesto, il radicale Alejandro Lerroux si caratterizzava per un'oratoria violenta e incendiaria.

Circa un secolo dopo, durante la Guerra Civile Spagnola del 1930, molti appartenenti all'armata Repubblicana erano volontari anarchici e comunisti fortemente anticlericali e provenienti da ogni parte del mondo. Nel corso dei loro assalti, parecchi edifici di culto e monasteri vennero bruciati e saccheggiati. Al termine del conflitto, il conteggio delle vittime religiose consegnò un risultato alquanto elevato: la stima totale parla di 6000 ecclesiastici periti, tra cui 259 Clarisse, 226 Francescani, 155 Agostiniani, 132 Domenicani e 114 Gesuiti.

La Chiesa Cattolica, in particolare sotto il papato di Giovanni Paolo II, ha consacrato molti martiri della Guerra Civile Spagnola.


 

Comunismo

Molti governi comunisti sono stati violentemente anticlericali, abolendo le festività religiose, imponendo il solo insegnamento dell'ateismo nelle scuole, chiudendo chiese, monasteri, scuole ed istituti religiosi. In Russia si ritiene che migliaia di monaci e sacerdoti siano stati condannati a morte o ai lavori forzati nei gulag durante il regime di Stalin.

Oggi, le interferenze della Chiesa Cattolica nelle questioni della vita pubblica sono meno frequenti che in passato e il potere temporale dei Papi ha cessato di esistere, ad esclusione ovviamente del diritto a legiferare e governare nei limiti territoriali dello Stato del Vaticano. Di conseguenza, anche le forme di anticlericalismo attuali assumono toni più pacati, pur restando presenti nel dibattito politico ed in alcuni giornali satirici come il settimanale parigimo Le Canard enchaîné.

L'anticlericalismo contemporaneo spesso focalizza l'attenzione sugli aspetti più arretrati dell'Islam quali, ad esempio, la condizione di subalternità della donna. In questo senso, si potrebbe ritenere come anticlericale la recente legge varata in Francia che vieta l'uso del velo e dei simboli religiosi all'interno delle aule scolastiche.

Riferimenti e note

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