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http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Azeglio_Ciampi


ENCICLOPEDIA POLITICA

Carlo Azeglio Ciampi

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Carlo Azeglio Ciampi
Bandiera italiana

X Presidente della Repubblica Italiana

Stemma Presidente della Repubblica

Mandato Presidenziale: dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006
Elezione: il 13 maggio 1999 al primo scrutinio con 707 voti su 990
Predecessore: Oscar Luigi Scalfaro
Successore: Giorgio Napolitano
Data di Nascita: 9 dicembre 1920
Luogo di Nascita: Livorno
Coniuge: Franca Pilla
Professione: Politico - Economista
Partito politico: Indipendente

Carlo Azeglio Ciampi (Livorno, 9 dicembre 1920) è stato Presidente Emerito della Repubblica Italiana dal 1999 al 2006 e, secondo le norme stabilite dalla Costituzione, è senatore a vita. Prima di essere eletto al Quirinale il 18 maggio 1999 era stato per 14 anni (dal 1979 al 1993) il Governatore della Banca d'Italia. Dal 1993 al 1994 ricoprì il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri (primo premier non parlamentare della storia della Repubblica). Dall'aprile 1996 al maggio 1999 è stato Ministro del Tesoro nei Governi Prodi I e D'Alema I.

Indice

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Biografia

Dopo aver conseguito la laurea in Lettere nel 1941 alla Scuola Normale di Pisa, dove aveva frequentato, rimanendone affascinato, le lezioni del filosofo Guido Calogero e aveva conosciuto anche Franca Pilla, la futura moglie, fu chiamato alle armi nello stesso anno come sottotenente dell'esercito in Albania. L'8 settembre 1943, mentre è in Italia con un permesso, rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e si rifugia a Scanno, in Abruzzo, col suo maestro Calogero, esponente di primo piano del pensiero liberalsocialista e vicino al Partito d'Azione.

Riesce successivamente a passare le linee e ad arrivare a Bari dove consegna a Tommaso Fiore il testo manoscritto del «catechismo liberalsocialista del Partito d'azione» datogli da Calogero, si arruola nel rifondato esercito italiano e si iscrive nel frattempo al Partito d'Azione. Nel 1946 sposa Franca (nata il 19 dicembre 1920), consegue la seconda laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa e, su pressione della moglie, partecipa al concorso che lo fa entrare come impiegato in Banca d'Italia, dove rimarrà per 47 anni (14 da Governatore). Nello stesso anno si iscrive anche alla CGIL e ne conserva la tessera fino al 1980.

Nel 1960 fu chiamato all'amministrazione centrale di cui nel 1970 assunse la direzione. Nel 1973 diventò segretario generale, vice direttore generale nel 1976 e direttore generale nel 1978. Nell'ottobre del 1979 fu nominato Governatore della Banca d'Italia e Presidente dell'Ufficio Italiano dei Cambi, posizioni che ricoprì fino al 1993.

Il 2 giugno del 1992 partecipa in qualità di Governatore della Banca d'Italia ad un incontro sulla nave inglese Britannia, in cui vengono illustrati i piani di privatizzazione delle industrie statali italiane ad alcuni dei maggiori personaggi della finanza mondiale.

Dall'aprile 1993 al maggio 1994 fu il primo ministro di un governo tecnico di transizione, il primo Presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica.

Nel giugno 1994 fu chiamato a ricoprire la carica di vice-Presidente della Banca dei Regolamenti Internazionali ([1]), ruolo che detenne fino al maggio 1996.

In seguito è stato Ministro del Tesoro (dall'aprile 1996 al maggio 1999) nei governi Prodi I e D'Alema I. In questo periodo, la sua opera è stata caratterizzata dal contenimento dell'enorme debito pubblico italiano in vista del rispetto dei parametri imposti nel Trattato di Maastricht, per garantire l'accesso dell'Italia alla moneta unica europea.

È autore di alcuni libri, tra i quali si ricordano: Considerazioni Finali del Governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993 (finito di stampare nel 1994); Sfida alla disoccupazione: promuovere la competitività europea e Un metodo per governare, entrambi del 1996.

Il 13 maggio 1999 è stato eletto alla prima votazione, con larga maggioranza (707 voti su 1010), decimo presidente della Repubblica. In questa veste, egli ha cercato di trasmettere agli italiani quel patriottico sentimento nazionale che deriva dalle imprese del Risorgimento e della Resistenza e che si manifesta nell'Inno di Mameli e nella bandiera tricolore.

Ciampi è stato un Presidente che, analogamente a quanto avvenne con Sandro Pertini, ha riscosso sempre un alto indice di gradimento nei sondaggi fatti dai vari Istituti italiani, con una media oscillante tra il 70 e l'80% (il minimo si registrò con il 67% relativo al nord-est del Paese, ossia dove la Lega Nord è più forte).

Rimanendo sempre, perciò, una delle figure nelle quali gli italiani riponevano la loro fiducia, ha superato tutte le intemperie del quinquennio 2001-2006, rafforzando con la sua figura istituzionale lo stesso ruolo del Presidente della Repubblica.

Ha ricevuto, nel 2005, il premio Carlomagno dalla città tedesca di Aachen per il suo impegno volto a garantire l'idea di Europa unita e pacifica; sempre nel 2005, ha anche ricevuto ad honorem il David di Donatello per la sua volontà di rilanciare il cinema italiano.

In un intervento al Parlamento Europeo è stato vivacemente contestato da alcuni europarlamentari della Lega, tra cui Mario Borghezio, scontenti per l'ingresso dell'Italia nella Moneta Comune Europea, l'Euro, citato nel discorso del Presidente della Repubblica.

Durante il settennato Ciampi e Signora hanno posto la loro residenza presso il palazzo del Quirinale.

La consorte del Presidente, come rararamente accadde in passato, è stata spesso presente agli incontri che il marito ebbe in Italia ed all'estero; "donna Franca", come è stata chiamata, ha fatto alcune dichiarazioni "fuori dal protocollo": hanno fatto discutere le sue esternazioni riguardo la "tv deficiente" e riguardo la bontà e l'affetto dei napoletani ("La gente del sud è più buona e intelligente").

Da più parti a Ciampi è stato chiesto di rimanere Capo dello Stato per un secondo mandato ma egli, seppur lusingato, ha escluso l'ipotesi di un Ciampi bis al Quirinale. Sia il centro destra, sia il centro sinistra, lo hanno più volte ringraziato per il suo operato super partes e come garante istituzionale.

Il 3 maggio 2006 con una nota ufficiale dal Quirinale Ciampi ha confermato la sua indisponibilità ad un settennato-bis: i motivi che l'hanno spinto a questa decisione sono l'età avanzata e la convinzione che "il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato".

In effetti, è stato osservato che nessun Presidente della Repubblica è mai stato investito di un secondo mandato.

Ciampi si è dimesso il 15 maggio 2006, stesso giorno in cui il suo successore Giorgio Napolitano ha prestato giuramento. Il suo primo atto da senatore a vita è stato quello di votare la fiducia al secondo governo Prodi, esprimendosi favorevolmente riguardo al nuovo esecutivo. Ciò ha provocato il disappunto, manifestato con fischi e grida, durante la votazione, di numerosi esponenti della Casa delle Libertà, che avrebbero preferito una sua astensione.

Un mese dopo le sue dimissioni ha annunciato che voterà no al referendum confermativo sulle riforme istituzionali, motivando questa scelta in coerenza con il suo costante impegno a difesa della Costituzione: tale posizione è stata criticata dal centro destra ed apprezzata dal centro sinistra.

Dichiarazioni Ufficiali

"L'Italia intera è grata ai Carabinieri per il loro spirito di abnegazione e attaccamento al dovere, garanzia di tutela per il cittadino". "L'Italia è grata anche per la meritoria azione svolta in campo internazionale sempre contraddistinta da umanità e fermezza nel rispetto delle civiltà e delle tradizioni".

"L'approvazione della Costituzione Ue è la condizione necessaria ad assicurare la governabilità all'Europa 25". "La riforma dell'ONU agirà nell'interesse comune solo se affronterà il funzionamento dell'insieme degli organi societari e con largo consenso". (23 Maggio 2005 in occasione dell'incontro con il presidente algerino Bouteflika).

"A voi giovani ancora un pensiero. So quanto amate l'Ambiente, quanto vi adoperate per salvaguardarlo. Cercate di vivere in armonia con i ritmi della Natura. Fa bene. Ci si sente più forti, si può dare il meglio di noi stessi. Provate qualche volta - già molti di voi lo fanno - ad alzarvi all'alba, a vivere il miracolo quotidiano del risveglio della Natura.". (Discorso di fine anno del 31 dicembre 2003 Discorso completo sul sito del Quirinale).

"Confermo la mia non disponibilità a candidarmi per un secondo mandato. Nessuno dei precedenti nove presidenti della Repubblica è stato rieletto. Ritengo che questa sia divenuta una consuetudine significativa. È bene non infrangerla. A mio avviso, il rinnovo di un mandato lungo, qual è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato" (Note del Quirinale, 3 maggio 2006).

Bibliografia

  • Carlo Azeglio Ciampi, Dizionario della Democrazia, Edizioni San Paolo, 2005 (contiene alcuni suoi discorsi in veste di Presidente)
  • Ciampi, di Ezio Mauro, ed. Feltrinelli

Voci correlate

Collegamenti esterni

Predecessore: Governatore della Banca d'Italia Successore: Bandiera italiana
Paolo Baffi ottobre 1979 - 26 aprile 1993 Antonio Fazio
Predecessore: Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Successore: Bandiera italiana
Giuliano Amato Maggio 1993 - 1994 Silvio Berlusconi I
Predecessore: Presidente della Repubblica Italiana Successore: Bandiera italiana
Oscar Luigi Scalfaro 18 maggio 1999 - 15 maggio 2006 Giorgio Napolitano
Presidenti del Consiglio dei Ministri
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Presidenti della Repubblica Italiana
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F. Cossiga (1985-92) | O.L. Scalfaro (1992-99) | C.A. Ciampi (1999-2006) | G. Napolitano (2006- )
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