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http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_D%27Alema


ENCICLOPEDIA POLITICA

Massimo D'Alema

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
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Massimo D'Alema
Data di nascita: 20 aprile 1949
Luogo di nascita: Roma
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Professione: politico, giornalista
Incarico: Ministro degli Esteri, Vice Presidente del Consiglio
Partito: Democratici di Sinistra
Coalizione: L'Unione
Elezione: {{{elezione}}}
Mandato: 17 maggio 2006 -
Predecessore: Gianfranco Fini
Successore: nessuno

Massimo D'Alema (Roma, 20 aprile 1949) è un uomo politico italiano.

È Ministro degli Esteri e Vicepresidente del Consiglio del Governo Prodi II (dal 17 maggio 2006). Dal 21 ottobre 1998 al 25 aprile del 2000 ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri (primo premier nella storia della Repubblica italiana proveniente dal PCI). È anche il Presidente dei Democratici di sinistra (DS), il Vicepresidente dell'Internazionale Socialista e deputato nel gruppo dell'Ulivo.

Indice

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Biografia

Figlio di Giuseppe D'Alema (deputato del Partito Comunista Italiano), è sposato con Linda Giuva ed ha due figli, Giulia e Francesco. Ha lavorato come giornalista nelle testate Città futura, Rinascita e L'Unità di cui, tra il 1988 e il 1990, è stato direttore.

Formazione politica

La sua militanza politica è iniziata nel 1963, a soli 14 anni, quando si iscrisse alla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI). Dopo aver conseguito la maturità classica studiò filosofia all'Università di Pisa (essendo allievo della Scuola Normale Superiore dal 1967 al 1971), senza però completare gli studi.

Nel 1968 si iscrisse poi al Partito Comunista Italiano (PCI) e, tra il 1975 e il 1980, fu Segretario nazionale della FGCI. Nel 1979, durante il XV congresso entrò nel Comitato centrale del PCI e nel congresso successivo, nel 1983, diviene segretario regionale del PCI per la Puglia. Fu eletto deputato per la prima volta nel 1987, nella circoscrizione Lecce-Brindisi-Taranto.

Dal PCI al PDS

Massimo D'Alema fu uno dei giovani dirigenti del Partito Comunista favorevoli alla cosiddetta Svolta della Bolognina di Achille Occhetto dell''89 che portò, nel 1990, alla nascita del Partito Democratico della Sinistra (PDS) del quale D'Alema divenne da subito Coordinatore politico.

Nel 1992 fu capolista per il PDS e, una volta rieletto, divenne Presidente del gruppo dei deputati del partito. Nel 1994 si candidò nel collegio n°11 della Puglia e il primo luglio '94 venne eletto Segretario nazionale del PDS battendo Walter Veltroni e succedendo ad Achille Occhetto, ritenuto il responsabile della sconfitta dello schieramento dei Progressisti alle elezioni politiche.

L'Ulivo al governo

Il 21 aprile 1996, a seguito di una nuova tornata elettorale che vide prevalere la coalizione de L'Ulivo sul centro-destra, riconfermò il proprio seggio.

Il 5 febbraio 1997 D'Alema viene eletto Presidente della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali. Dal 21 ottobre 1998 (a seguito della caduta del primo governo Prodi) all'aprile del 2000 ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri in due mandati consecutivi, dando vita al Governo D'Alema I ed al Governo D'Alema II. Si è trattato del primo esponente dell'ex PCI ad assumere tale carica. Ha dato le dimissioni dal 2° mandato in seguito alla sconfitta alle elezioni regionali.

Nel dicembre 2000 è stato eletto Presidente dei Democratici di sinistra (DS).

Nell'ottobre 2003, a San Paolo in Brasile, durante il XXII Congresso, viene eletto Vice Presidente dell'Internazionale Socialista.

Parlamentare europeo

Dal giugno 2004 al maggio del 2006 è stato eletto al Parlamento Europeo per la lista Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione sud, ricevendo 832 mila voti. È stato iscritto al gruppo parlamentare del Partito Socialista Europeo.

Il secondo governo Prodi

Alle elezioni politiche del 2006, vinte della coalizione di centrosinistra, Massimo D'Alema è stato eletto deputato ed ha quindi rinunciato alla carica di Parlamentare europeo. È stato proposto in modo informale da L'Unione per la Presidenza della Camera dei Deputati. Lo stesso D'Alema ha poi rinunciato a questo incarico per evitare possibili divisioni all'interno della coalizione e facilitando così la proposta e la successiva elezione di Fausto Bertinotti.

Nel maggio del 2006, alla scadenza del mandato di Carlo Azeglio Ciampi e dopo la rinuncia di quest'ultimo ad un possibile nuovo reincarico, è stato per alcuni giorni proposto in modo informale dal centrosinistra per la Presidenza della Repubblica. Data la divisione che il suo nome ha provocato nel mondo politico, l'Unione, dopo una nuova rinuncia di D'Alema, ha preferito convenire per il Quirinale sul nome di un altro esponente dei DS Giorgio Napolitano, eletto Presidente della Repubblica il 10 maggio 2006.

Il 17 maggio 2006 è stato nominato Ministro degli Affari Esteri e Vicepresidente del Consiglio nel Governo Prodi II.

Altre cariche

È membro della Conferenza dei presidenti di delegazione; della Commissione per il commercio internazionale; della Commissione per la pesca; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione Permanente per le relazioni con il Mercosur; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia).

Nell'ottobre 2003, nel corso del 22° Congresso dell'Internazionale Socialista, tenutosi a San Paolo del Brasile, è stato eletto Vicepresidente della stessa.

Attualmente è Presidente della Fondazione di cultura politica Italianieuropei.

Curiosità e aneddotti

Appassionato di vela D'Alema è stato proprietario di una prima barca a vela, la "Ikarus", e successivamente - con i proventi della vendita della stessa integrati dalla vendita di una casa nel frattempo ereditata dal padre e da un leasing ottenuto dalla Banca Popolare Italiana - ha acquistato, in comproprietà, una nuova barca a vela, la "Ikarus II".

Politica

Rapporti pubblici

D'Alema è un personaggio che raccoglie da parte delle persone (politici, giornalisti e cittadini) giudizi spesso molto polarizzati, e si trova spesso al centro di polemiche: il suo rapporto con la stampa è stato altalenante, con alcuni momenti di frizione, soprattutto durante il suo governo.

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Da molte parti D'Alema è ritenuto persona presuntuosa ed arrogante, che crede sempre di avere ragione e guarda sempre tutti dall'alto; forse ciò dipende anche dal suo abituale sorriso sornione. Giornalisti come Giampaolo Pansa, Claudio Rinaldi e Luca Telese riportano delle sue frasi sprezzanti – poi smentite – su Prodi e Veltroni che avrebbe pronunciato nell'ottobre 1998.[1]

D'altra parte anche chi lo accusa di presunzione lo ritiene in genere comunque molto intelligente e furbo, nel bene o nel male, e per questo molto potente, non solo all'interno del suo partito, cosicché da entrambe le parti è spesso visto come l'eminenza grigia o il burattinaio, sempre al centro di tutti i giochi politici (per i suoi fautori questo è indice di bravura, per i suoi denigratori invece dimostra che è solo assetato i potere). Molti importanti avvenimenti politici vengono attribuiti a lui, come meriti o demeriti a seconda delle parti: ad esempio si dice abbia organizzato la fine del primo governo Prodi per subentrare nella carica di Presidente del Consiglio, e Berlusconi prima delle elezioni politiche del 2006 lo ha dipinto spesso come vero capo della coalizione di centrosinistra, pronto a scavalcare Prodi in qualunque momento. Ad esempio nel novembre 1999 D'Alema querelò Giorgio Forattini per una vignetta che lo ritraeva intento a cancellare dei nomi dal Dossier Mitrokhin.

Altri invece sminuiscono le sue capacità politiche, affermando che ha sempre sbagliato tutto: gli viene rimproverata in particolare la bicamerale, oltre alla riforma del titolo V. Pochi sono quelli che lo ritengono un imbecille o un ingenuo, pertanto coloro (in genere appartenenti alla sinistra estrema) che giudicano particolarmente fallimentari le sue azioni – sempre ritenute determinanti – arrivano a dipingerlo come un traditore, alleato di Berlusconi e della Lega e nemico del popolo.

Si salda con questo concetto (oltre che con quello della sua presunzione) l'immagine dell'aristocrazia politica di cui D'Alema farebbe parte: i componenti di tale crema sarebbero personaggi particolarmente intelligenti nonché lungimiranti e quindi elevati, superiori, o al contrario dei nemici del popolo con le mani in tutte le paste, appunto. Fra chi lo iscrive in questa categoria, Francesco Cossiga, ad esempio, che lo ha definito «il mio Presidente del Consiglio preferito». Questa sua caratteristica "aristocratica" gli è valsa l'epiteto "conte Max", usato scherzosamente in genere dai suoi fautori. Un altro appellativo scherzoso è quello di "Baffino", che fa riferimento ai suoi perenni baffi.
 

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Giustizia

Nei primi mesi del 1993, quando l'inchiesta di Mani Pulite iniziava ad occuparsi delle cosiddette tangenti rosse al PCI-PDS, D'Alema definiva spregiativamente il pool «il soviet di Milano».[2]

Il 5 marzo 1993, il governo di Giuliano Amato approvò il decreto Conso, con cui il parlamento cercava una "soluzione politica" a Tangentopoli. Il decreto fu contestato da gran parte della popolazione e non fu firmato dal presidente Scalfaro. Il decreto fu criticato dal PDS. Questo episodio fu causa di attrito fra D'Alema e Amato: il presidente del consiglio accusò il PDS di aver tenuto un comportamento ambiguo.[3]

Procedimenti giudiziari a carico di Massimo D'Alema

Finanziamento illecito

Nel 1985 Massimo D'Alema ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa[4]. I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D'Alema era all’epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D'Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato dal gip Concetta Russi. L'episodio è stato ammesso dallo stesso D'Alema[5] quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.

Coinvolgimento in "Affittopoli"

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Massimo D'alema rimase coinvolto in Affittopoli: dopo una pesante campagna mediatica dovette traslocare e lasciare il suo appartamento, in una zona centrale di Roma, che un ente pubblico gli affittava ad un canone fuori mercato.
 

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Riferimenti

  1. Pansa e Rinaldi riportano la frase «Quei due? sono due flaccidi imbroglioni», detta a proposito di Prodi e Veltroni. Telese e Rinaldi riportano la frase «Pansa è un ottimo giornalista, ma ha un solo difetto. Non capisce un cazzo di politica; ce ne è uno solo che ne capisce meno di lui: Romano Prodi» [1]
  2. Barbaceto, Gomez, Travaglio: "Mani Pulite, la vera storia", 2002, Editori Riuniti-Rizzoli, ISBN 8835952417. pp. 95-96
  3. Secondo Amato il PDS sostenne in privato e criticò in pubblico il decreto. Massimo D'Alema, all'epoca segretario, inveì: "Amato è un bugiardo e un poveraccio. È uno che deve fare di tutto per restare lí dov'è, sulla poltrona" (da Barbaceto, Gomez, Travaglio, op. cit.)
  4. MicroMega - la primavera, n.4, 23 marzo 2006, p.55
  5. Articolo su la Padania Online [2]

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

Wikiquote riporta una collezione di aforismi o citazioni su Massimo D'Alema.


 

Predecessore:
Achille Occhetto
Segretario del PDS/DS
(1994-1998)
Successore:
Walter Veltroni
Predecessore: Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Successore: Bandiera italiana
Romano Prodi ottobre 1998 - 25 aprile 2000 Giuliano Amato I
MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
giugno 2004 -
maggio 2006
PSE Uniti nell'Ulivo Democratici di Sinistra Sud 832.260
Predecessore: Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore: Bandiera italiana
Gianfranco Fini 17 maggio 2006   I


 

Presidenti del Consiglio dei Ministri
De Gasperi | Pella | Fanfani | Scelba | Segni | Zoli | Fanfani | Segni | Tambroni | Fanfani | Leone | Moro | Leone | Rumor | Colombo | Andreotti | Rumor | Moro | Andreotti | Cossiga | Forlani | Spadolini | Fanfani | Craxi | Fanfani | Goria | De Mita | Andreotti | Amato | Ciampi | Berlusconi | Dini | Prodi | D'Alema | Amato | Berlusconi | Prodi Repubblica Italiana
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