Wikimeglio
  Il meglio di Wikipedia. Il meglio dei corsi su Wikipedia.

Email: info-wikimeglio

HOME  •  CORSI  • FORUM

 
 
 

Il meglio di Wikipedia
Vetrina

Categorie
utili
Pagine di aiuto

Categorie popolari

Cucina
Cultura UK/USA
Fotografia
Letteratura
Lingue e linguistica
Locuzioni latine
Medicina
Politica

 

Abbiamo bisogno di volontari per il nostro sito. Se vuoi fare qualcosa per andare oltre la sterile protesta contattaci!

Articolo disponibile nel rispetto dei termini della
GNU Free Documentation License e tratto da:

http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_Cristiana


ENCICLOPEDIA POLITICA

Democrazia Cristiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Collabora a Wikiquote
«La croce
sulla croce,
diceva l'arciprete.
E una croce
sulla croce,
segnavano le donne.
E andavano
e venivano.»
 
(Franco Costabile, Il canto dei nuovi migranti)

La Democrazia Cristiana (DC) era un partito politico italiano, di ispirazione cristiana, moderato, fondato nel 1942.

Indice

[nascondi]

Storia

Il partito fu fondato da Alcide De Gasperi nell’ottobre 1942 assieme ad esponenti del disciolto Partito Popolare Italiano (PPI) di don Luigi Sturzo e del Movimento Guelfo d’Azione di Piero Malvestiti e ad intellettuali provenienti dalle organizzazioni cattoliche, come l'Azione Cattolica e la Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI). Tra i fondatori, oltre a Sturzo e De Gasperi, si ricordano: Mario Scelba, Attilio Piccioni, Camillo Corsanego e Giovanni Gronchi del PPI, Aldo Moro e Giulio Andreotti dell'Azione Cattolica e Amintore Fanfani e Giuseppe Dossetti della FUCI.

La DC ha fatto parte di tutti i governi italiani dal 1946 al 1994, ottenendo quasi sempre la presidenza del consiglio dei ministri. È stato sempre il primo partito nelle consultazioni politiche nazionali, ad eccezione delle elezioni europee del 1984 in cui, anche se di poco, fu superata dal Partito Comunista Italiano. Ha espresso numerosi presidenti del Consiglio dei ministri e della Repubblica.

Dal 1946 al 1962, gli anni del centrismo

Dal 1946 al 1948, nell'Assemblea Costituente, partecipò alla stesura della Costituzione italiana, impegnandosi ad evitare un ritorno al passato fascista e contemporaneamente ad evitare una deriva social-comunista. Riuscì, quale partito di maggioranza relativa, a dialogare con tutti gli altri partiti dell'arco costituzionale, assicurando, così al Paese una Carta Costituzionale ampiamente condivisa. Esempio di questo impegno è l'art. 1 della Costituzione, che nel definire l'Italia "una repubblica democratica fondata sul lavoro", evitò il riferimento tanto alla "repubblica di lavoratori" di stampo decisamente marxista, quanto il riferimento ad uno Stato di impostazione liberal-capitalista.

Alle elezioni politiche del 1948, dopo una durissima campagna elettorale contro il Fronte Democratico Popolare (composto da comunisti e socialisti), la DC ottenne il 48.5% dei suffragi, assicurando così la nascita di un governo di centro, insieme a PLI, PRI e PSDI, e l'ancoraggio dell'Italia al Patto Atlantico ed alla futura Unione Europea.

In questi anni, la DC fonda governi con PSDI, PRI e PLI, e al III congresso la linea di partito si sposta verso sinistra. È il periodo dei governi guidati da Alcide De Gasperi.

Il partito rafforza la sua organizzazione, cerca di occupare lo Stato e distribuire le risorse in modo da risultare più indipendente dalla Chiesa, si collega all'industria statale. Riceve anche l'appoggio del MSI. Guidano le formazioni di governo Giuseppe Pella, Amintore Fanfani, Mario Scelba, Antonio Segni, Adone Zoli, Fernando Tambroni.

Dal 1963 al 1979, dal centro-sinistra alla solidarietà nazionale

In questo periodo si apre la tradizione del centrosinistra italiano, con il governo Fanfani V che riceve l'appoggio condizionato del PSI: i governi introducono la programmazione economica per una più equa distribuzione dei beni e attuano progetti di riformismo. Vengono istituite le Regioni, nazionalizzata l'industria elettrica, istituita la scuola media unica obbligatoria, portato l'obbligo scolastico a 14 anni, varata la legge sul divorzio e fondato lo statuto dei lavoratori.

Si susseguono governi guidati da Aldo Moro, Giovanni Leone, Mariano Rumor, Emilio Colombo, Giulio Andreotti.

È un periodo di profondi cambiamenti sociali: nascono il movimento studentesco e quello operaio, vengono istituite le USL, chiusi i manicomi e istituita la cassa integrazione (1975). Scoppia il fenomeno del terrorismo.

La mattina del 16 marzo 1978 le Brigate Rosse rapiscono Aldo Moro. Lo stesso giorno era prevista la fiducia al governo monocolore di Solidarietà Nazionale, costituito da Giulio Andreotti per il quale il PCI assicurava l'appoggio esterno. Proprio quel giorno veniva quindi a compimento la strategia detta del compromesso storico perseguita da Moro stesso e da Enrico Berlinguer, mirante a un'alleanza fra i due principali partiti italiani DC e PCI.

Lo statista democristiano sarà ucciso il successivo 9 maggio dopo 55 giorni di prigionia. Le lettere che Aldo Moro scrisse durante la prigione a vari politici italiani, implorando che si intavolassero trattative con i suoi rapitori, sconvolsero il mondo politico italiano e in primis la democrazia cristiana stessa.

Dal 1980 al 1992, dal pentapartito verso la fine

A partire dal 1980 si inaugura la stagione del Pentapartito, costituito dalla DC insieme a PSI, PSDI, PRI e PLI, formalizzato prima con guida socialista (nel 1983), poi con guida democristiana (nel 1988).

Al governo si succedono Francesco Cossiga, Arnaldo Forlani, Giovanni Spadolini (PRI), Amintore Fanfani, Bettino Craxi (PSI), nuovamente Fanfani, Giovanni Goria, Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti.

Il 16 aprile 1988, decennale dell'assassinio di Aldo Moro, viene ucciso dalle BR, nella sua casa di Forlì, il senatore democristiano e consigliere di Ciriaco De Mita per le riforme istituzionali Roberto Ruffilli, proprio pochi giorni dopo la nascita del nuovo governo presieduto da De Mita e che Ruffilli stesso ha contribuito a creare.

Durante i governi Goria e De Mita i rapporti con gli alleati, specialmente col PSI, peggiorano. Si crea un aspro conflitto tra Craxi e Ciriaco De Mita (Segretario del partito e capo del governo), che porterà alla caduta di De Mita dalla segreteria DC (sostituito da Forlani) e dal governo (gli succederà Andreotti). Dal 1989 in poi si crea la famosa alleanza che la stampa definirà il "CAF" (Craxi-Andreotti-Forlani), che prevedeva un rapporto piu stretto tra DC e PSI.

L'ultimo Congresso Nazionale

Nel 1989 si svolse all'Eur, a Roma, l'ultimo congresso DC che vide la sostituzione alla segreteria di Ciriaco De Mita con Arnaldo Forlani con l'85% dei voti, e la creazione di un nuovo Consiglio Nazionale di 180 membri (160 elettivi più 20 donne cooptate) ripartito in 5 correnti:

  • Corrente Dorotea (Grande centro: area Forlani-Gava-Scotti) - 67 (37,22%)
  • La Base (sinistra)- 63 (35%)
  • Primavera (andreottiani) - 31 (17,22%)
  • Forze nuove (Donat-Cattin) - 14 (7,78%)
  • Nuove cronache (Fanfani) - 5 (2,78%)

Dal 1992 al 1995

Alle elezioni politiche del 1992 la DC raccoglie il 29,6% (il suo minimo storico) e anche gli altri partiti del Pentapartito sono penalizzati. Nello stesso anno scoppia lo scandalo di Tangentopoli e, dopo oltre cinquant'anni di attività, dopo la crisi dovuta all'inchiesta giudiziaria denominata Mani pulite, il 18 gennaio 1994 il partito (guidato da Mino Martinazzoli) deliberò il mutamento di nome riprendendo quello del partito fondato da Sturzo nel 1919: Partito Popolare Italiano (PPI).

Alcuni esponenti più conservatori del partito, favorevoli all'entrata nella coalizione di centrodestra del Polo delle Libertà, diedero invece vita al Centro Cristiano Democratico (CCD), guidato da Pier Ferdinando Casini; altri esponenti della sinistra del partito invece fondarono i Cristiano Sociali (che cofonderanno i Democratici di Sinistra nel 1998). La DC si vide così divisa in tre tronconi: il PPI che mantenne la collocazione centrista, il CCD collocato nel centrodestra ed i CS posizionati a sinistra.

Mario Segni e Leoluca Orlando, deputati DC ed araldi di una moralizzazione del sistema politico, diedero invece vita rispettivamente a due movimenti politici: i Popolari per le Riforme, poi transitati in Alleanza Democratica ed evolutisi nel movimento centrista Patto Segni, e La Rete, movimento di centrosinistra.

Successivamente anche il PPI, in seguito alla necessità di schierarsi imposta dal nuovo sistema elettorale bipolare, finì col dividersi: Rocco Buttiglione e la maggioranza della direzione nazionale del partito fondarono i Cristiani Democratici Uniti (CDU), a cui spettavano il simbolo della DC e il settimanale La Discussione; Gerardo Bianco e la maggioranza del consiglio nazionale conservarono il nome del PPI e il quotidiano Il Popolo. Finì così l'unità politica dei cattolici italiani.

La diaspora democristiana

Finita l'esperienza politica della Democrazia Cristiana, del partito, cioè, che ha governato l'Italia per il maggior numero di anni, e terminate anche le esperienze dei partiti (PPI, CCD, CDU) che ne erano i più immediati eredi, l'attuale situazione politica italiana ha visto la costituzione di nuovi partiti politici che si richiamano in qualche modo all'eredità democristiana, ma che sono ormai frazionati tra i due schieramenti imposti dal bipolarismo.

In ordine di consensi genericamente ricevuti, ovvero dal più rappresentativo al meno rappresentativo, esistono:

Una consistente componente democristiana è presente anche in Forza Italia, che attualmente è il principale rappresentante italiano del PPE. Esistono, inoltre, altri movimenti minori che si richiamano all'esperienza della DC ma che non hanno visibilità sullo scenario politico parlamentare nazionale.

Sono anche nate, su iniziativa di ex-membri della DC, componenti stabili all'interno di altri partiti, come:

Risultati Elettorali

– Democrazia Cristiana alle Elezioni Politiche
Elezione Parlamento Voti % Seggi
1946


1948


1953


1958


1963


1968


1972


1976


1979


1983


1987


1992
 
Costituente

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato
 
8.101.004

12.741.299
10.899.640

10.864.282
9.692.584

12.522.279
10.782.262

11.775.970
10.032.458

12.441.553
10.965.790

12.919.270
11.466.701

14.218.298
12.226.768

14.046.290
12.018.077

12.153.081
10.081.819

13.241.188
10.897.036

11.640.265
9.074.096
 
35,2

48,5
48,1

40,1
39,9

42,4
41,2

38,3
36,5

39,1
38,3

38,7
38,1

38,7
39,3

38,3
38,3

32,9
32,4

34,3
33,6

29,7
27,3
 
207

305
131

263
113

273
123

260
129

266
135

266
135

263
135

262
138

225
120

234
125

206
107
 


 

– Democrazia Cristiana alle Elezioni Europee
Elezione Parlamento Voti % Seggi
1979

1984

1989
Parl. Europeo

Parl. Europeo

Parl. Europeo
12.753.708

11.570.973

11.460.702
36,4

33

32,9
29

26

26

Segretari

Congressi

  • I Congresso - Roma, 24-27 aprile 1946
  • II Congresso - Napoli, 15-19 novembre 1947
  • III Congresso - Venezia, 2-6 giugno 1949
  • IV Congresso - Roma, 21-26 novembre 1952
  • V Congresso - Napoli, 26-29 giugno 1954
  • VI Congresso - Trento, 14-18 ottobre 1956
  • VII Congresso - Firenze, 23-28 ottobre 1959
  • VIII Congresso - Napoli, 27-31 gennaio 1962
  • IX Congresso - Roma, 12-16 settembre 1964
  • X Congresso - Milano, 23-26 novembre 1967
  • XI Congresso - Roma, 27-30 giugno 1969
  • XII Congresso - Roma, 6-10 giugno 1973
  • XIII Congresso - Roma, 18-24 marzo 1976
  • XIV Congresso - Roma, 15-20 febbraio 1980
  • XV Congresso - Roma, 2-6 maggio 1982
  • XVI Congresso - Roma, 24-28 febbraio 1984
  • XVII Congresso - Roma, 26-30 maggio 1986
  • XVIII Congresso - Roma, 18-22 febbraio 1989

Iscritti

  • 1945 - 537.582
  • 1946 - 602.652
  • 1947 - 790.771
  • 1948 - 1.095.359
  • 1949 - 766.023
  • 1950 - 882.674
  • 1951 - 917.095
  • 1952 - 954.723
  • 1953 - 1.141.181
  • 1954 - 1.252.524
  • 1955 - 1.186.785
  • 1956 - 1.377.286
  • 1957 - 1.295.028
  • 1958 - 1.410.179
  • 1959 - 1.608.609
  • 1960 - 1.473.789
  • 1961 - 1.565.185
  • 1962 - 1.446.500
  • 1963 - 1.621.620
  • 1964 - 1.633.003
  • 1965 - 1.656.428
  • 1966 - 1.592.134
  • 1967 - 1.621.866
  • 1968 - 1.696.182
  • 1969 - 1.745.632
  • 1970 - 1.738.996
  • 1971 - 1.814.578
  • 1971 - 1.828.998
  • 1973 - 1.747.292
  • 1974 - 1.843.515
  • 1975 - 1.732.501
  • 1976 - 1.365.187
  • 1977 - 1.201.707
  • 1978 - 1.355.423
  • 1979 - 1.384.148
  • 1980 - 1.395.584
  • 1981 - 1.385.141
  • 1982 - 1.361.066
  • 1983 - 1.384.058
  • 1984 - 1.382.278
  • 1985 - 1.444.565
  • 1986 - 1.395.784
  • 1987 - 1.812.201
  • 1988 - 1.693.346
  • 1989 - 1.862.426
  • 1990 - 2.109.670
  • 1991 - 1.390.918
  • 1992 - 1.800.000

Cariche istituzionali

Presidenti della Repubblica

Presidenti del Senato

Presidenti della Camera

Presidenti del Consiglio

Voci correlate

 

LA NEWSLETTER
Inserisci il tuo email e clicca su OK.
Hosting by YMLP.com


 


Perché è utile
Leggi il n. 1 gratis!
Acquisto arretrati

 

 

 











 


Il sito Wikimeglio non è gestito dalla Wikimedia Foundation ma è un sito indipendente
che fornisce informazione e consulenza sul progetto Wikipedia e altri progetti della Wikimedia Foundation.
Tutti i testi tratti da Wikipedia sono disponibili nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License

NetLanguages Indultopoli Wikimeglio Linguefaidate  Lonweb English Gratis English4Life Daisy Stories
 Casiraghi Jones Publishing Srl  - PARTITA IVA: 11603360154
Email: robertocasiraghi@iol.it