ENCICLOPEDIA POLITICA
Oliviero Diliberto
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Oliviero Diliberto, nato a Cagliari il 13 ottobre 1956, è un uomo politico italiano. Attualmente ricopre il ruolo di segretario nazionale del Partito dei Comunisti Italiani con un passato prima nel Partito Comunista Italiano e poi nel PRC.
Biografia
Laureato in giurisprudenza, è professore ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza di Roma e docente di Storia del diritto romano all'università di Cagliari.
Originariamente iscritto al PCI e poi a Rifondazione, ha lasciato quest'ultimo partito nel 1998, nell'ambito della scissione che ha portato alla nascita del PdCI, in quanto contrario alla decisione bertinottiana di sfiduciare il governo Prodi.
È deputato dal 1994, è quindi alla sua quarta legislatura. Alle elezioni politiche del 2006 fu capolista del suo partito in tutte le circoscrizioni per la Camera, ricevendo un nuovo mandato parlamentare dalla maggioranza di esse.
È stato Ministro di Grazia e Giustizia nel governo guidato da D'Alema dall'ottobre del 1998 alla primavera del 2000, contribuendo (insieme ad Armando Cossutta) a salvare la maggioranza di centrosinistra dopo che il PRC decise di non appoggiare anche gli altri esecutivi ulivisti.
Concluso l'incarico ministeriale, è stato eletto segretario nazionale del suo partito.
Ha diretto nel 1994 il quotidiano Liberazione ed è autore di numerosi saggi.
Nel novembre 2004 suscita critiche in occasione di una sua visita in Libano, l'incontro con il segretario degli Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah. Ferma la reazione di condanna delle autorità israeliane, che per voce dell'ambasciatore in Italia Ehud Gol, esprime «disgusto e ripugnanza» per l'episodio, per «il desiderio di Diliberto di intrattenere relazioni con quella organizzazione terroristica e assassina».
Si distingue per il suo impegno nel sostenere i movimenti pacifisti, attraverso dichiarazioni, organizzazione e partecipazione a manifestazioni ed, ovviamente, attività parlamentare, con lo scopo di ottenere il ritiro delle missioni militari italiane, in particolare di quella in Iraq che ritiene violi la legalità internazionale, riconoscendole solo il merito di aver assicurato ad un tribunale il deposto dittatore Saddam Hussein.
Al termine delle elezioni comunali del 2006 viene eletto consigliere comunale a Roma con 1476 voti.






