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http://it.wikipedia.org/wiki/Democratici_di_Sinistra


ENCICLOPEDIA POLITICA

Democratici di Sinistra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 
Democratici di Sinistra
 
 
Partito politico italiano
 
Leader Piero Fassino
 
Fondazione 13 febbraio 1998
Sede Via Palermo, 12
00184 Roma
 
Coalizione L'Unione
Ideologia Socialismo democratico
In Parlamento deputati e senatori aderiscono al gruppo dell'Ulivo
Partito europeo Partito del Socialismo Europeo
 
Organo ufficiale L'Unità
Sito internet www.dsonline.it, www.ulivo.it

Democratici di Sinistra (DS) è il nome di un partito della sinistra italiana, ispirato ai valori del socialismo democratico e riformista, fondato il 13 febbraio 1998 dalla svolta del Partito Democratico della Sinistra che decise di aprirsi alle istanze del socialismo europeo e alle forze laburiste e cristiano-sociali.

L'attuale segretario nazionale è Piero Fassino.

Il partito, insieme alla Margherita, costituisce l'Ulivo, il soggetto politico che sta alla base della coalizione del centrosinistra italiano, denominata L'Unione.

A livello europeo, i DS aderiscono al Partito del Socialismo Europeo. Il colore ufficiale del partito è il rosso.

Indice

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Storia

Il passato

Il simbolo della Quercia apparve sulla scena politica italiana nel 1991, quando, in seguito allo scioglimento del Partito Comunista Italiano, venne fondato il Partito Democratico della Sinistra (PDS). L'ala di sinistra del PCI si fuse invece con Democrazia Proletaria, dando origine al Partito della Rifondazione Comunista, il quale si è fatto continuatore della tradizione euro-comunista.

Primo segretario del PDS fu Achille Occhetto, dimessosi poi nel 1994 a causa della sconfitta alle elezioni politiche della coalizione di sinistra denominata "Alleanza dei Progressisti" (PDS, PRC, Verdi, Partito Socialista Italiano, Alleanza Democratica, La Rete e altri). Alla guida del partito gli successe Massimo D'Alema.

Nel 1995 il PDS partecipò alla fondazione della coalizione politica di centro-sinistra denominata L'Ulivo (PDS, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Verdi e altri). Questo progetto politico, che vide, per la prima volta insieme, ex-democristiani ed ex-comunisti, portò, nel 1996, alla vittoria del centrosinistra, con l'elezione di Romano Prodi alla carica di presidente del Consiglio, che si contraddistinse per la definitiva adesione dell'Italia al progetto di moneta unica europea, l'euro.

Il PDS, nel '96, si classificò come primo partito italiano, con quasi 8 milioni di voti e il 21,1%.

Nascono i DS: i Governi D'Alema

Nel 1998 Massimo D'Alema apre il partito ai contributi delle culture socialista, cristiano-sociale ed ambientalista: si organizza un congresso costitutivo nel quale si creano questi equilibri.

Il partito cambia così nome in Democratici di Sinistra (DS), nel simbolo viene eliminato l'emblema del PCI ai piedi della quercia (stendardo con falce e martello) e, al suo posto, viene inserita una rosa, vessillo del socialismo europeo.

Nello stesso anno D'Alema, dopo che Rifondazione aveva abbandonato il sostegno esterno al governo dell'Ulivo e operato una conseguente sfiducia al Governo Prodi I, diviene il primo Presidente del Consiglio post-comunista, carica che manterrà sino al 2000.

Dal 1998 al 2001 i DS sono guidati dal riformista Walter Veltroni, che lascerà poi la segreteria per divenire sindaco di Roma.

Durante questo periodo, intanto, i DS si presentano alle elezioni europee del 1999, confermandosi come primo partito del centrosinistra con 5,3 milioni di voti e il 17,4%. Risultato che mantengono sostanzialmente anche alle regionali dell'anno seguente, quando, però, la coalizione dell'Ulivo racimola una sconfitta (perdendo in 8 regioni su 15) ed assistendo all'ascesa del centrodestra di Silvio Berlusconi, che nel frattempo aveva ritrovato accordi con la Lega Nord.

D'Alema, prendendo atto della sconfitta, si dimette da presidente del Consiglio, e il suo posto viene preso dall'ex-socialista Giuliano Amato, che guiderà il Governo fino alle nuove elezioni.

Il 2001 e gli anni dell'opposizione

Segretario politico dal 2001 è Piero Fassino, che spinge ancora di più il partito nell'alveo della tradizione socialista democratica, al punto da inserire nel simbolo del partito, il riferimento per esteso al "Partito del Socialismo Europeo".

Alle elezioni politiche del 13 maggio 2001, i DS sostengono, insieme a tutta la coalizione dell'Ulivo, la candidatura di Francesco Rutelli, sindaco uscente di Roma. Ma le elezioni vengono vinte da Silvio Berlusconi con la coalizione della Casa delle Libertà e il partito rimane all'opposizione.

I DS mantengono sostanzialmente la medesima consistenza elettorale degli appuntamenti precedenti: con 6,1 milioni di voti si attestano al 16,6%, alle spalle di Forza Italia, trainata dall'azione carismatica di Berlusconi, che diventa il primo partito italiano con quasi il 30%.

Intanto il governo diventa operativo. I DS, dall'opposizione, tentano di ripristinare in breve tempo la credibilità del centrosinistra evidenziando i "fallimenti" della politica di Berlusconi e della CdL. Ma, contemporaneamente, il partito lavora per la discesa in campo di una nuova leadership del centrosinistra, incarico che viene affidato - quasi in maniera naturale - a Romano Prodi, vicino alla Margherita, che nel frattempo è presidente della Commissione Europea.

Prodi, del resto, aveva già battuto Berlusconi alle elezioni politiche del 1996 e sarebbe stato l'uomo più adatto a ripetere l'impresa in futuro. Dallo stesso Prodi partono segnali di novità: il suo obiettivo è quello di creare una base forte e credibile che possa assicurare la stabilità ad un futuro governo di centrosinistra.

Il progetto unitario dell'Ulivo

L'idea compie i suoi primi passi in occasione delle elezioni europee del 2004, quando Prodi propone a tutti gli alleati di presentarsi sotto un unico simbolo, il simbolo dell'Ulivo che è tanto caro al Professore e che - sostiene - "per gli italiani significa buon governo e cambiamento".

I DS aderiscono all'appello, insieme alla Margherita, allo SDI e al piccolo Movimento Repubblicani Europei. Da questa intesa, nasce la lista di "Uniti nell'Ulivo" che alle europee ottiene il 31% dei consensi, con l'obiettivo di dare una spinta riformista nel Parlamento europeo.

I DS, con 12 eurodeputati eletti, aderiscono al Partito Socialista Europeo (PSE).

La "Fed" e la vittoria alle Regionali

I partiti della lista unitaria, intanto, si muovono e decidono di darsi una organizzazione federale, di dare ancora più concretezza al progetto dell'Ulivo delegando ad organi sovra-partitici le competenze specifiche di alcuni settori.

Così, a febbraio 2005, viene costituita la Federazione dell'Ulivo, brevemente chiamata anche Fed, all'interno della quale i DS contano 5 (compreso il segretario nazionale) dei 12 componenti della presidenza.

Intanto, in vista delle elezioni regionali che interessano 14 delle 20 regioni italiane e dell'appuntamento governativo del 2006, la coalizione di centrosinistra allarga i propri orizzonti e acquisisce la nuova denominazione de L'Unione, la quale si aggiudica una netta vittoria in 12 regioni su 14 (solo 2 regioni, Lombardia e Veneto, riconfermano le proprie giunte regionali di centrodestra).

I partiti della Fed decidono di presentarsi sotto il simbolo dell'Ulivo in 9 regioni, mentre concorrono autonomamente nelle altre 5: la Fed raccoglie un 34,2% (sulla base delle 9 regioni), mentre i DS sono al 17% (sulla base delle 5). In questa fase, i DS si trovano costretti ad accantonare il progetto unitario dopo un primo veto della Margherita alla presentazione della lista per le elezioni politiche del 2006.

Le primarie e la lista unitaria

Tale provvisoria decisione di non presentare liste unitarie alle elezioni politiche spinge Romano Prodi a rilanciare la proposta delle elezioni primarie per scegliere "ufficialmente" il leader dell'Unione e dare stabilità all'eventuale nuova azione di governo.

Le primarie si svolgono il 16 ottobre 2005, attirando circa 4.300.000 elettori di centrosinistra. Sette i candidati: i DS, come gli altri partiti della Fed, sostengono lo stesso Prodi, che si impone con il 74,1% dei voti, ricevendo l'investitura di candidato premier della coalizione, superando Fausto Bertinotti, che si ferma al 14,7% e Clemente Mastella, che resta al 4,6%.

La grande affluenza di cittadini alle elezioni primarie dell'Unione e l'ottima affermazione riscontrata da Prodi spingono la Margherita a riconsiderare il proprio no alla lista unitaria: lo stesso Rutelli propone all'assemblea nazionale del suo partito il progetto di creare una lista unitaria nella competizione per la Camera dei Deputati che abbia come fine ultimo la creazione di un nuovo grande soggetto unitario: il "Partito Democratico".

Quest'ultima proposta crea alcuni distinguo all'interno dei DS, che, però, la accettano all'unanimità. Il progetto, invece, non rientra più tra gli obiettivi dello Sdi, già impegnato nella costituzione di un soggetto alternativo d'ispirazione radicale, Rosa nel Pugno.

La vicenda Unipol

A partire dall'inizio del 2006, a seguito della pubblicazione da parte de "Il Giornale", di proprietà della famiglia Berlusconi, di stralci di intercettazioni telefoniche tra Giovanni Consorte e il segretario dei Ds Piero Fassino, alcuni esponenti del partito furono accusati di aver mantenuto un atteggiamento scorretto essendosi dichiarati apertamente a favore, durante l'estate del 2005, di una scalata alla Banca Nazionale del Lavoro lanciata dalla compagnia Unipol - riconducibile al settore delle cosiddette "cooperative rosse".

L'OPA di Unipol, infatti, si era nel frattempo rivelata parte di uno scandalo finanziario, ribattezzato con il nome di "Bancopoli", che portò alle dimissioni di Antonio Fazio e che era nato a seguito dell'individuazione di presunte irregolarità di altre OPA nel settore bancario.

Le intercettazioni pubblicate erano risultate irrilevanti ai fini giudiziari, e non erano neppure trascritte dalla magistratura. A seguito del clamore politico mediatico suscitato dalle stesse, Berlusconi rivelò di essere a conoscenza di fatti riguardanti l'implicazione dei Ds nella questione Unipol e si recò alla Procura di Roma per conferire con i pubblici ministeri. Berlusconi dichiarò, in seguito, che le proprie dichiarazioni erano attinenti a fatti non penalmente rilevanti.

Le elezioni del 2006 e il "Partito Democratico"

Si svolgono le elezioni. Il centrosinistra trionfa per poche decine di migliaia di voti alla Camera dei deputati, dove ottiene il 49,81% dei consensi contro il 49,74% della CdL. Al Senato, si rivela determinante il voto della circoscrizione Estero, che consente all'Unione - pur avendo conseguito meno voti della CdL - di ottenere due seggi in più.

I Ds, in seguito a queste elezioni, confermano sostanzialmente il risultato di cinque anni prima e si piazzano come il secondo partito italiano, alle spalle di Forza Italia. Il risultato, al Senato, è di quasi 6 milioni di voti, pari al 17,5% e 62 seggi. L'Ulivo, alla Camera, che ottiene il 31,2% dei consensi, dimostra di essere la forza politica che raccoglie la maggiore approvazione nel paese.

I risultati elettorali, e il fatto che il simbolo dell'Ulivo abbia raccolto più voti della sommatoria Ds-Margherita, pone come tema centrale la costituzione del grande partito unitario, il "Partito Democratico", tant'è che a livello parlamentare viene già costituito un unico gruppo di deputati e senatori, il gruppo dell'Ulivo.

La leadership del nuovo partito unitario è materia contesa negli ambienti dei due partiti fondatori, tanto più che il segretario dei DS, Piero Fassino, comunica di voler rimanere fuori dalla nuova squadra di governo per dedicarsi all'attività del partito. Fassino propone il metodo delle elezioni primarie per la scelta del futuro segretario.

I DS tornano al governo

La rappresentanza DS a livello governativo nel governo Prodi II è formata da 9 ministri (tra cui il vicepresidente del Consiglio) più 5 viceministri e 23 sottosegretari.

I viceministri sono:

Correnti

Come detto sopra il partito dei Democratici di Sinistra si ispira ad una linea di socialismo democratico. Tale concezione politica però varia a seconda delle posizioni delle correnti: se infatti esse sono situate su posizioni di "destra" all'interno del partito, si ha una socialismo democratico che accetta il capitalismo, non si propone di superarlo ed anzi guarda con interesse verso il centro dello schieramento politico. Se invece le correnti si collocano nella "sinistra" interna, si parla più che altro di un socialismo democratico più propriamente di sinistra. Anche tra le correnti di "sinistra" però, sono presenti alcune variazioni: per es. la corrente di "Mussi e Berlinguer" propone un socialismo che, utilizzando i mezzi democratici, cerchi di superare la concezione liberale dello Stato; la corrente di "Salvi" invece, propone soltanto una concezione di socialismo democratico, che rimanga di sinistra senza essere proiettato verso il centro.

  • Corrente "Per vincere. La sinistra che unisce": corrente della "destra" del partito, è vicina al segretario Piero Fassino e propone un socialismo democratico fortemente riformista e ulivista, che si ponga come continuazione della tradizione riformista della sinistra democratica italiana. Questa corrente si pone in posizione non critica verso il capitalismo e si regge grazie ad un asse interno tra "dalemiani", "fassiniani" e "veltroniani". Pur mantenendo caratteri propri, grazie alle comuni posizioni democratico-riformiste vicinissime a tale gruppo sono anche le correnti, "Movimento Riformista", "Cristiano Sociali" di Pierre Carniti, "Sinistra e Mezzogiorno" di Antonio Bassolino, nonché l'associazione politico-culturale "Riformismo Europeo" di Giorgio Benvenuto. All'ultimo congresso si è ritrovata sulle posizioni di tale corrente anche la componente "Liberal", che solitamente è la corrente più a "destra" del partito.
  • Corrente "Sinistra Repubblicana": deriva da una scissione dal PRI ed è vicina alla linea del segretario del partito Piero Fassino.
  • Corrente "Sinistra e Mezzogiorno": è la corrente dei seguaci di Antonio Bassolino, tale corrente è molto radicata nel sud Italia ed in particolare in Campania, dove i "bassoliniani" occupano una posizione di egemonia all'interno del partito. In origine il gruppo di A.Bassolino faceva parte del cosiddetto "Correntone" (la corrente di F.Mussi), successivamente però la corrente si è data una svolta moderata, avvicinandosi alla "destra" del partito. Oggi i "bassoliniani" sono molto vicini ai "dalemiani".
  • Corrente "Socialismo Liberale ("Laburisti")": in origine questa corrente era vicinissima alle posizioni dei "dalemiani", le posizioni si sono però distinte a causa della contrarietà del leader della corrente Valdo Spini all'idea del Partito Democratico. V.Spini infatti vede il soggetto unitario come un possibile annacquamento del vero socialismo democratico e riformista in favore di ideologie moderate, l'ex segretario del PSI inoltre è fermamete contrario ad una possibile uscita dei DS dal PSE. Questa corrente ha come modello il "laburismo" inglese e mira a costruire in Italia un grande partito socialriformista.
  • Corrente "Sinistra Ecologista": propone un partito maggiormente impegnato sul tema dell'ambiente. Vi fanno parte anche ex-membri dei Verdi. Leader è Fulvia Bandoli.
  • Corrente "Cristiano Sociali": leader è Pierre Carniti, discende dal piccolo movimento dei "Cristiano Sociali"; nato nel 1994 in seguito alla dissoluzione della Democrazia Cristiana, non volle aderire al Partito Popolare Italiano e si aggregò al fronte progressista. Obiettivo della corrente (come lo fu prima del movimento) è coniugare i valori cristiani con quelli laico-socialisti.
  • Corrente "Sinistra DS- Per il Socialismo (o "Socialismo 2000")": corrente della "sinistra" del partito. Il suo leader è Cesare Salvi. Propone un partito più marcatamente socialista ed è contraria all'integrazione nell'Ulivo e nel Partito Democratico.
  • Corrente "Sinistra DS- Per tornare a vincere": corrente più a "sinistra", nonché la più forte corrente di opposizione rispetto all'attuale dirigenza DS. Non vuole l'integrazione nel Partito Democratico. Diversamente dalla corrente di Salvi (che propone come modello il socialismo spagnolo), questa corrente è ideologicamente vicina all'idea di un socialismo anti-liberista e fortemente di sinistra oltre che, per molti aspetti, alla attuale linea politica di Rifondazione Comunista. I leader sono Fabio Mussi e Giovanni Berlinguer: "Vogliamo collocarci sulla frontiera di un nuovo socialismo che fuoriesca dall'illusione liberista e blairiana senza riproporre tout court il socialismo democratico del secolo scorso, fondato su un compromesso tra capitale e lavoro entro i confini dello stato nazionale. Oggi occorre un nuovo compromesso, su scala globale e universale, che faccia sue le alternative radicali della nonviolenza, dell'antiliberismo, dell'ambientalismo e dei diritti di cittadinanza. Brandt, Palme e Berlinguer furono tra gli antesignani di questa ricerca."
  • Corrente "Liberal": è la corrente più a "destra" del partito, nell'ultimo congresso dei DS ha aderito alla mozione di Fassino, pur mantenendo caratteri propri. È erede della vecchia tradizione politica migliorista. Leader è Enrico Morando.

Valori

Nello Statuto del Partito si legge:

  • Costituiti sul convergere di differenti tendenze culturali e politiche che si rifanno ai valori democratici e antifascisti fondativi della Repubblica italiana, al pensiero socialista – nella pluralità delle esperienze storiche riconducibili alla tradizione democratica e riformista del Pci, del Psi e del movimento operaio italiano –, al pensiero laico e repubblicano, al pensiero cristiano sociale, al pensiero ecologista, aperti all’incontro con culture e movimenti che hanno messo al centro della loro azione i diritti umani e il valore delle differenze, il personalismo comunitario e la salvaguardia dell’ambiente, i Democratici di Sinistra assumono queste tendenze consapevoli della necessità della loro continua rielaborazione a confronto con le sfide della modernizzazione e del mondo che cambia e si uniscono per contribuire alla costruzione di una società aperta e plurale, libera e solidale, giusta e sicura.
  • Il partito dei "Democratici di Sinistra", cofondatore del Partito del Socialismo Europeo, aderisce all'Internazionale Socialista e si riconosce nelle idealità e nei valori del socialismo democratico.

Risultati elettorali

– DS alle Elezioni Politiche
Elezione Parlamento Voti % Seggi
1992 (PDS)


1994 (PDS)


1996 (PDS)


2001


2006
Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera (lista L'Ulivo)
Senato
6.321.084
5.663.976

7.881.646
-

7.894.118
-

6.151.154
-

11.928.362
5.977.313
16,1
17,0

20,3
-

21,1
-

16,6
-

31,2
17,5
107
64

115
?

172
100

137
65

220
62
– DS alle Elezioni Europee
Elezione Parlamento Voti % Seggi
1994 (PDS)

1999

2004 (Ulivo)
Parl. Europeo

Parl. Europeo

Parl. Europeo
6.286.030

5.372.052

10.119.909
19,0

17,4

31.1
16

15

25

Congressi

Segretari

Giornali e riviste

Simboli

Voci correlate

Collegamenti esterni

Stemma della Repubblica Italiana Partiti politici italiani Bandiera italiana
  Partiti rappresentati in Parlamento Altri movimenti e partiti alleati
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