ENCICLOPEDIA POLITICA
Organizzazione Gladio
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Gladio è il nome di un'organizzazione clandestina di tipo "stay-behind" ("stare in retroscena") promossa dalla CIA e dalla NATO per contrastare un'eventuale invasione sovietica dell'Europa occidentale.
Malgrado Gladio sia comunemente utilizzato in riferimento solo alla "stay-behind" italiana, il termine è stato applicato anche ad altre operazioni di tipo stay-behind. Forze NATO stay-behind esistettero in tutte le nazioni dell'Europa occidentale durante la guerra fredda, compresa la Turchia.
L'esistenza di Gladio, sospettata fin dalle rivelazioni rese nel 1984 dal membro di Avanguardia Nazionale Vincenzo Vinciguerra, durante il suo processo, fu riconosciuta dal Presidente del Consiglio del governo italiano Giulio Andreotti il 24 ottobre 1990, che parlò di una "struttura di informazione, risposta e salvaguardia". Gladio è stata accusata di aver tentato di influenzare la politica usando la strategia della tensione.
Una struttura clandestina della NATO, supervisionata da SHAPE
Coordinate dalla North Atlantic Treaty Organization (NATO), le forze segrete erano condotte dai servizi segreti europei in stretta cooperazione con la statunitense Central Intelligence Agency (CIA) e il servizio segreto britannico di spionaggio all'estero Secret Intelligence Service (SIS, anche MI6). Addestrati assieme ai Berretti Verdi statunitensi e agli Special Air Service britannici (SAS), questi soldati clandestini NATO, armati grazie a finanziamenti occulti, si preparavano contro una potenziale invasione ed occupazione sovietica dell'Europa occidentale, così come contro la salita al potere dei partiti comunisti. La rete clandestina internazionale copriva i membri europei della NATO, compresi Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna e Turchia, come pure gli stati europei neutrali di Austria, Finlandia, Svezia e Svizzera.
L'esistenza di queste forze militari NATO clandestine rimase un segreto strettamente sorvegliato durante tutta la guerra fredda fino al 1990, quando il primo troncone della rete internazionale fu scoperto in Italia. Il suo nome in codice era Gladio, la parola latina per la corta spada a doppio taglio. Mentre la stampa dichiarava che le forze segrete NATO erano state 'il meglio mantenuto, e più pericoloso, segreto politico-militare dalla seconda guerra mondiale', il governo italiano, davanti alla dura critica pubblica, promise di chiudere l'esercito segreto. L'Italia insistette che identiche forze armate clandestine erano esistite anche in tutti gli altri paesi dell'Europa occidentale. Questa ammissione si rivelò corretta e successive ricerche trovarono che nel Belgio, le forze segrete della NATO erano state denominate in codice SDRA8, in Danimarca Absalon, in Germania TD BJD, in Grecia LOK, nel Lussemburgo Stay-Behind, nei Paesi Bassi I&O, in Norvegia ROC, nel Portogallo Aginter, in Svizzera P26, in Turchia Contro-Guerriglia ed in Austria OWSGV. I nomi in codice degli eserciti segreti in Francia, in Finlandia, in Spagna ed in Svezia rimangono tuttavia sconosciuti.
Dopo avere appreso della scoperta, il Parlamento Europeo stilò una risoluzione criticando aspramente il fatto:
- Queste organizzazioni operavano e continuano ad operare del tutto al di fuori della legalità dal momento che non sono soggette ad alcun controllo parlamentare [e] richiedono una piena indagine sulla natura, struttura, intenti e ogni altro aspetto di queste organizzazioni clandestine.
Al momento solo Italia, Belgio e Svizzera condussero indagini parlamentari, mentre l'amministrazione del presidente americano George H. W. Bush rifiutò di commentare, essendo nel mezzo dei preparativi per una guerra contro Saddam Hussein nel Golfo Persico, e temendo potenziali danni per l'alleanza militare." [1]
Operante in tutta la NATO, Gladio era coordinata dal Clandestine Planning Committee, l'organo multinazionale controllato dal Belgio dallo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe). In un articolo dell'"International Herald Tribune" datato 13 novembre 1990, Joseph Fitchett parla della "Resistenza della Nato", e dice che queste reti anticomuniste, finanziate in parte dalla CIA, erano presenti in tutta Europa, comprese nazioni neutrali come Svezia e Svizzera.
Gladio aveva come asse centrale il Gehlen Org, utilizzando molti ex nazisti, e si presume che la loggia massonica segreta P2 abbia lavorato con esso (il Gran Maestro, Licio Gelli, era un membro di Gladio). Il fondatore della CIA Allen Dulles fu una delle persone chiave nell'istituire l'operazione Gladio, e la maggior parte delle operazioni di Gladio fu finanziata dalla CIA. Il leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro (assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978) talvolta è stato associato da qualcuno a Gladio. Il suo omicidio tuttavia mise fine al compromesso storico tra il Partito Comunista Italiano (PCI) e la Democrazia Cristiana (DC), che sembra fosse uno degli obiettivi della strategia della tensione seguita da Gladio.
Contrasto dell'invasione sovietica
Lo scopo principale dell'Operazione Gladio era di contrastare una possibile invasione dell'Europa occidentale da parte dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia attraverso sabotaggio e atti di guerriglia dietro le linee nemiche. La NATO temeva il fatto che l'Unione Sovietica possedesse un'ampia superiorità per potenza militare convenzionale, da cui l'Europa occidentale e la NATO non avrebbero potuto sperare di sconfiggere l'Armata Rossa in un conflitto diretto senza ricorrere all'uso delle armi nucleari. Le organizzazioni "stay-behind" della NATO rappresentavano una possibilità di combattere nel caso di una sconfitta militare dovuta alla supremazia militare dell'Unione Sovietica. Le sue cellule clandestine erano destinate a "stare nascoste" (stay behind in inglese, da cui il nome) in territori controllati dal nemico e comportarsi come movimenti di resistenza, conducendo sabotaggi, guerriglia e uccisioni. Vennero considerate altre forme di resistenza clandestina e non convenzionale, come le "operazioni false flag", e attacchi terroristici.
La strategia della tensione di Gladio
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Le organizzazioni "stay-behind" della NATO non furono mai chiamate a resistere ad un'invasione sovietica, ma le loro strutture continuarono ad esistere. Durante gli "anni di piombo", i movimenti stay-behind talvolta divenivano collegati all'eversione di destra, a crimini e tentativi di colpo di stato. Ne sono esempi la strategia della tensione in Italia o la bomba dell'Oktoberfest del 1980 a Monaco, il cui esplosivo, secondo l'esecutore materiale, proveniva da un deposito di Gladio. Opposta al compromesso storico tra PCI e DC, Gladio nei fatti tentò di influenzare la politica, usando operazioni "false flag". L'assassinio di Aldo Moro nel 1978 da parte delle Brigate Rosse mise effettivamente fine alla possibile partecipazione del PCI al governo. Effettivamente, in un articolo del 7 novembre 1990 del quotidiano francese "Le Monde", un ufficiale di Gladio disse che "a seconda dei casi, avremmo dovuto contrastare o favorire il terrorismo di estrema sinistra o estrema destra" [2]. Secondo un articolo del dicembre 1990 del "Guardian" scritto da Ed Vulliamy, la prima ragione della scoperta di Gladio fu "un gruppo di giudici che esaminavano lettere scoperte a Milano in ottobre, in cui prima del suo omicidio il leader democristiano Aldo Moro diceva di temere che "un'organizzazione ombra" accanto ad "altri servizi segreti dell'Occidente […] potrebbero essere implicati nella destabilizzazione [politica nde] del nostro paese" [3].
Nel 2000 il rapporto di una commissione parlamentare del Gruppo "Democratici di Sinistra- L'Ulivo" concludeva che la strategia della tensione era stata sostenuta dagli Stati Uniti d'America per "impedire al PCI, e in certo grado anche il PSI, di raggiungere il potere esecutivo nel paese". Luigi Tagliamonte, capo dell’ufficio amministrazione del Sifar e sucessivamente capo dell’ufficio programmazione e bilancio del Comando generale dell’Arma dei carabinieri, durante una delle varie incheste che ruotarono intorno alla questione, relativamente ad una base di addestramento di Gladio dichiaro':
- Sapevo che presso il Cag (il Centro addestramento guastatori di Capo Marrargiu) si effettuavano dei corsi di addestramento alla guerriglia, al sabotaggio, all’uso degli esplosivi al fine di impiegare le persone addestrate in caso di sovvertimenti di piazza, in caso che il Pci avesse preso il potere. Tanto sapevo io trattando pratiche di ufficio al Sifar e relative al Cag. Oggi penso, riportandomi ai miei ricordi, che la citazione della eventuale invasione del nostro Paese, a proposito della necessità della struttura ove era incardinato il Cag, era un pretesto (…) Il mio pensiero, testè formulato, deriva dal contenuto dei contatti che avevo con il Maggiore Accasto e con il Capo Sezione CS Aurelio Rossi i quali, senza scendere nei dettagli, mi rappresentavano che il Cag esisteva per contrastare eventuali sovvertimenti interni e moti di piazza fatti dal Pci.
Un rapporto del 2000 del Senato dichiarò che "Questi massacri, queste bombe, quelle azioni militari furono organizzate o promosse da uomini all'interno delle istituzioni dello Stato Italiano e, come si è scoperto più di recente, da uomini collegati alle strutture dell'intelligence degli Stati Uniti." Secondo Daniele Ganser, il generale Gian Adelio Maletti, capo del controspionaggio italiano, confermò nel marzo del 2001 che la CIA avrebbe potuto promuovere il terrorismo in Italia [4].
La Gladio italiana
La presenza di una struttura stay-behind in Italia risale al 1949, seppure con un nome diverso da Gladio. In una relazione del Comitato Parlamentare sui servizi segreti del 1995 si legge che In base a quanto risulta dalle indagini giudiziaria è fuor di dubbio che in epoca precedente alla creazione di Gladio sia esistita un'altra organizzazione denominata "Duca", con le stesse finalità e struttura analoga, di cui sappiamo ben poco e che dovrebbe essere stata sciolta intorno al gennaio 1995 (ma in vari documenti acquisiti dall'Autorità giudiziaria si parla di organizzazione "Duca - Gladio").[5]
Gladio viene costituita con un protocollo d'intesa tra il Servizio italiano e quello statunitense del 26 novembre 1956, nel quale però vi era stato un esplicito riferimento ad accordi preesistenti: nella relazione inviata dal presidente del Consiglio Andreotti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo e sulle stragi il 17 ottobre 1990 verrà segnalato che con quella intesa tra SIFAR e CIA erano stati "confermati tutti i precedenti impegni intervenuti nella materia tra Italia e Stati Uniti".[6]
Nel giugno 1959 il Servizio segreto italiano entrò a far parte del "Comitato di pianificazione e coordinamento", organo di SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe) (si veda il documento desecretato). Nel 1964, del "Comitato clandestino alleato (ACC)", emanazione del suddetto Comitato di pianificazione e coordinamento e costituito tra paesi che intendevano organizzare una resistenza sul proprio territorio, in caso di aggressione dall'Est e, a quanto sembra, anche nell'eventualità di "sovvertimenti interni".[7]
Sebbene reti di organizzazioni di questo genere esistessero in tutti i paesi NATO, la "Gladio" italiana fu la prima ad essere scoperta: nel 1974 Vito Miceli, un membro della P2 nonchè capo del SIOS, il servizio segreto militare, dal 1969, e a capo del SID dal 1970 al 1974 fu arrestato su mandato di cattura emesso dal giudice Giovanni Tamburino per cospirazione contro lo stato, nell'ambito dell'inchiesta sulla Rosa dei Venti, un'operazione militare che mirava ad attuare un Golpe negli anni settanta in Italia.
Nel 1977 i servizi segreti italiani vennero riorganizzati, al fine di evitare derive antidemocratiche: la Legge 801 del 24 ottobre 1977 istituì il SISMI (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare), il SISDE (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica) e il CESIS (Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza), ovvero un servizio segreto civile, uno militare ed un organismo di coordinamento, presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri. L'omicidio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nel 1982, ad opera della mafia a Palermo è considerato come parte della strategia della tensione, a causa degli arresti operati dallo stesso ai danni delle Brigate Rosse negli anni precedenti, ed in particolare dei membri storici Renato Curcio e Alberto Franceschini nel settembre del 1974, nonchè della sua inchiesta in merito al rapimento di Aldo Moro nel 1974.
Il membro di Avanguardia Nazionale Vincenzo Vinciguerra confessò nel 1984 al giudice Felice Casson di aver compiuto l'attentato terroristico di Peteano il 31 maggio 1972, nel quale tre poliziotti erano rimasti uccisi. Fino all'interrogatorio di Vinciguerra, erano state le Brigate Rosse ad essere accusate dell'attentato. Vinciguerra spiegò durante il processo come era stato aiutato dai servizi segreti italiani e come fuggì nella Spagna franchista dopo la strage di Peteano. Fu abbandonato da Gladio non appena iniziò a parlare di essa, dichiarando per esempio nel suo processo del 1984:
"Con la strage di Peteano e con tutti quelli che seguirono, dovrebbe essere chiara la conoscenza che esistette una struttura reale, occulta e nascosta, con la capacità di dare una direzione strategica alle violenze. [Questa struttura] risiede all'interno dello stato. Esiste in Italia una forza segreta parallela alle forze armate, composta da civili e militari, in funzione anti-sovietica, ovvero, per organizzare una resistenza sul suolo italiano contro l'esercito russo." [8]
Il 24 ottobre 1990 Giulio Andreotti, capo del governo italiano, rivelò alla Camera dei Deputati l'esistenza dell'"Operazione Gladio", facendo conoscere al mondo la reale esistenza delle reti anti-comuniste "stay-behind". Oltre a prepararsi per una invasione sovietica, il ramo italiano avrebbe dovuto agire in caso di elezione in Italia di un governo comunista. Poiché l'Italia era la nazione in cui era più probabile l'elezione di un governo a guida comunista (con il PCI che raccoglieva fino al 25% del voto popolare, divenendo a volte il più forte partito in Parlamento), il ramo italiano di Gladio divenne anche la più grossa organizzazione "stay-behind" della NATO.
Nel novembre 1995 i terroristi neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro vennero condannati all'ergastolo in qualità di esecutori materiali della Strage di Bologna del 1980, per la quale era stata accusata l'influenza diretta di Gladio; Licio Gelli, capo della loggia P2 ed ex agente dell'OSS/CIA, fu condannato per aver sviato le indagini, così come Francesco Pazienza e gli ufficiali del SISMI Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte. Il fondatore di Avanguardia Nazionale, Stefano Delle Chiaie, che era stato coinvolto nel Golpe Borghese del 1970, venne anch'esso accusato di coinvolgimento nella strage di Bologna. [9] [10]
L'attentato di Piazza Fontana del 1969, che inaugurò gli anni di piombo in Italia, e la Strage dell'Italicus del 1974 furono anch'esse attribuite ad operativi di Gladio. Nel 1975 Stefano Delle Chiaie si incontrò con Pinochet durante il funerale di Francisco Franco a Madrid, e avrebbe successivamente partecipato all'operazione Condor, preparando ad esempio il tentato omicidio di Bernardo Leighton, un democristiano cileno o partecipando nel 1980 al 'Cocaine Coup' di Luis García Meza Tejada in Bolivia e nel 1970 al tentato Golpe Borghese. Nel 1989 fu arrestato a Caracas in Venezuela ed estradato in Italia per essere processato per il suo ruolo nell'attentato di Piazza Fontana. Malgrado la sua reputazione, Delle Chiaie fu assolto dalla Corte d'Assise a Catanzaro nel 1989, assieme al suo compagno accusato Massimiliano Fachini (dal momento che non c'erano prove del loro coinvolgimento nell'attentato). Secondo il membro di Avanguardia Nazionale Vincenzo Vinciguerra: "L'esplosione del dicembre 1969 fu probabilmente il detonatore che convinse le autorità politiche e militari a dichiarare uno stato di emergenza" [11]
Gladio all'estero
Gladio in Austria
Nel 1947 in Austria venne svelata una struttura segreta stay-behind, che era stata costruita da due appartenenti all'estrema destra, Soucek e Rössner. Il cancelliere Theodor Körner graziò gli accusati in circostanze misteriose. Nel 1965 le forze di polizia scoprirono un deposito di armi stay-behind in una vecchia miniera vicino a Windisch-Bleiberg e costrinsero le autorità austriache a consegnare una lista con la posizione di altri trentatre nascondigli in Austria [12].
Gladio in Belgio
L'assassinio del presidente del Partito Comunista Belga Julien Lahaut, nel 1950, ebbe un significato nazionale e internazionale, nel quale venne sospettata l'influenza della rete anti-comunista Gladio [13]. Nel 1985 il Massacro del Brabante venne collegato ad un complotto interno all'organizzazione stay-behind belga SDRA8, alla gendarmeria belga SDRA6, al gruppo di estrema destra Westland New Post, e alla Defense Intelligence Agency (DIA), il servizio segreto del Pentagono. Nel 1990, il quartier generale della struttura stay-behind del Comitato Clandestino Alleato (ACC), si incontra il 23 e 24 ottobre sotto la presidenza del generale belga Van Calster, direttore del servizio segreto militare belga (SGR). Nello stesso anno, il parlamento dell'Unione Europea condanna duramente in una risoluzione la NATO e gli Stati Uniti, per aver manipolato la politica europea tramite le strutture stay-behind.[14].
Gladio in Finlandia
Nel 1945 il ministro degli interni finlandese Leino svela la chiusura di un esercito segreto stay-behind. Nel 1991 i mass media svedesi rivelano che un gruppo segreto stay-behind era esistito nella neutrale Finlandia, con una base in esilio a Stoccolma. Il ministro della difesa finlandese Elisabeth Rehn etichetta la rivelazione come "una favola", aggiungendo cautamente "o almeno una storia incredibile, di cui non so nulla." [15].
Gladio in Francia
Nel 1947 il ministro degli interni francese Edouard Depreux rivelò l'esistenza di un esercito segreto stay-behind in Francia, dal nome in codice "Plan Bleu". L'anno seguente, venne creato il "Comitato Clandestino dell'Unione Occidentale" (WUCC), per coordinare la guerra segreta non ortodossa. Nel 1949 il WUCC viene integrato nella NATO, il cui quartier generale viene stabilito in Francia, con il nome di "Clandestine Planning Committee" (CPC). Nel 1958 la NATO fonda il Comitato Clandestino Alleato (ACC) per coordinare la guerra segreta. Quando la NATO stabilisce il nuovo quartier generale europeo a Bruxelles, l'ACC, con il nome in codice SDRA11, viene nascosto all'interno del servizio segreto militare belga (SGR), che ha il suo quartier generale vicino a quello della NATO.
L'illegale Organisation de l'Armée Secrète (OAS) viene creata con membri della stay-behind francese e ufficiali della Guerra francese in Vietnam. Nel 1961 l'OAS inscenò un fallito colpo di stato ad Algeri, col supporto della CIA, contro il governo De Gaulle [16].
Le reti La Rose des Vents ("Rosa dei venti") e Arc-en-ciel ("Arcobaleno"), erano parte di Gladio. Secondo voltairenet.org, François de Grossouvre era il capo di Gladio in Francia, fino al suo presunto suicidio avvenuto il 7 aprile 1994 [17]. Il capitano Paul Barril, assieme ad altri, sostiene che venne assassinato.
Gladio in Germania
Nel 1952 l'ex ufficiale delle SS Hans Otto rivelò alla polizia criminale di Francoforte l'esistenza dell'esercito stay-behind fascista tedesco BDJ-TD. Gli estremisti di destra arrestati vennero misteriosamente trovati non colpevoli. Nel 1976 il segretario del BND Heidrun Hofer venne arrestato dopo aver rivelato i segreti dell'esercito stay-behind tedesco al marito, che era una spia del KGB.[18].
Nel 2004 il capo dello spionaggio Norbert Juretzko pubblicò un libro sul suo lavoro al BND. Entrò nei dettagli riguardo al reclutamento di partigiani per la rete di stay-behind. Venne cacciato dal BND dopo un processo segreto contro di lui, perche il BND non riuscì a trovare il vero nome della fonte russa "Rubezahl" che aveva reclutato. Un uomo con lo stesso nome che Juretzko aveva fatto, venne arrestato dal KGB a causa del suo tradimento per il BND, ma era ovviamente innocente, il suo nome era stato scelto a caso da Juretzko, prendendolo dall'elenco telefonico.
Secondo Juretzko, il BND costruì la sua branca di Gladio, ma scoprì dopo la caduta della DDR che era completamente noto alla STASI. Quando la rete venne smantellata, emersero ulteriori strani dettagli. Un direttore dello spionaggio aveva tenuto l'equipaggiamento radio nella cantina di casa, con la moglie che eseguiva le chiamate di prova ogni 4 mesi, sulla base del fatto che l'equipaggiamento era troppo "prezioso" perché restasse in mano a civili. Juretzko lo venne a sapere perché il direttore aveva smantellato la sua sezione della rete così velocemente che non ci fu tempo di adottare misure quali il recupero di tutte le atrezzature tenute nascoste.
I civili reclutati come partigiani stay-behind erano equipaggiati con una radio a onde corte clandestina, con una frequenza fissa. Questa era dotata di una tastiera cifrata, che rendeva inutile l'uso del codice Morse. Avevano inoltre da parte ulteriori atrezzature per segnalare a elicotteri o sottomarini di sbarcare agenti speciali che avrebbero dovuto stare nelle loro case mentre preparavano operazioni di sabotaggio contro i comunisti.
Secondo il perpetratore della bomba dell'Oktoberfest del 1980 a Monaco, gli esplosivi provenivano da un nascondiglio di Gladio vicino al villaggio di Uelzen.
Gladio in Grecia
In Grecia l'esercito stay-behind Forza d'Incursione Ellencia prese il controllo del ministero della difesa greco e diede vita ad un colpo di stato installando il "Regime dei Colonnelli" (1967-1974), che si renderà in seguito protagonista di maltrattamenti, violenze e torture tra le più efferate degli ultimi cinquant'anni, anche se tra le meno note [19].
Gladio in Norvegia
Nel 1957 il direttore del servizio segreto norvegese (NIS), Vilhelm Evang, protestò duramente contro la sovversione interna del suo paese tramite gli Stati Uniti e la NATO e ritirò temporaneamente l'esercito stay-behind norvegese dagli incontri del CPC. Nel 1978 la polizia scoprì un nascondiglio di armi stay-behind e arrestò Hans Otto Meyer che rivelò l'esistenza dell'esercito segreto norvegese.[20].
Gladio nei Paesi Bassi
Un grande nascondiglio di armi venne scoperto nel 1983 vicino al villaggio di Velp nei Paesi Bassi. Il governo fu costretto a confermare che le armi erano correlate ai progetti NATO di guerra non ortodossa.[21]
Gladio in Portogallo
Nel 1966 la CIA crea la Aginter Press, la quale, sotto la direzione del Capitano Yves Guerin Serac, dirige un esercito segreto stay-behind e addestra i suoi membri alle tecniche di azione sotto copertura, comprese esercitazioni di attentati terroristici, assassinii silenziosi, tecniche di sovversione, comunicazioni clandestine, infiltrazione e guerra coloniale. Nel 1969 in Mozambico la Aginter Press assassina Eduardo Mondlane, capo del movimento di liberazione FRELIMO (Frente de Libertação de Moçambique).[22]
Gladio in Spagna
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Per approfondire, vedi la voce Montejurra. |
Nel maggio 1976, un anno dopo la morte di Francisco Franco, due Carlisti vennero uccisi da terroristi di estrema destra, tra cui l'operativo di Gladio Stefano Delle Chiaie e membri dell'Alleanza Anticomunista Argentina (Tripla A), dimostrando collegamenti tra Gladio e la "Guerra Sporca" sudamericana. L'anno seguente, col supporto di terroristi di estrema destra italiani, la stay-behind compie la strage di Atocha, a Madrid, dove in un attacco a un ufficio legale strettamente legato al Partito Comunista Spagnolo uccidono cinque persone [23].
Gladio in Svezia
Nel 1951 l'agente della CIA William Colby, in servizio alla stazione CIA di Stoccolma, aiuta all'addestramento di eserciti stay-behind nelle neutrali Svezia e Finlandia e nei paesi NATO di Norvegia e Danimarca. Nel 1953 la polizia arresta l'estremista di destra Otto Hallberg e scopre l'esercito stay-behind svedese. Hallberg viene liberato e le accuse contro di lui vengono misteriosamente lasciate cadere [24].
Gladio in Svizzera
Nel 1990 il Colonnello Herbert Alboth, ex comandante dell'esercito segreto stay-behind svizzero (P26), dichiara in una lettera confidenziale al dipartimento della difesa di essere disposto a rivelare "tutta la verità". viene trovato in seguito nella sua casa, accoltellato con la sua stessa baionetta. Il dettagliato rapporto parlamentare sull'esercito segreto svizzero viene presentato al pubblico il 17 novembre [25].
Gladio in Turchia
Nel 1960, appoggiati da eserciti segreti, i militari turchi compiono un colpo di stato e uccidono il primo ministro Adnan Menderes. Nel 1971, dopo un altro colpo di stato militare, l'esercito stay-behind Contro-Guerriglia si impegna nel terrorismo interno facendo centinaia di vittime. Nel 1977 Contro-Guerriglia attacca una manifestazione con 500.000 partecipanti a Istanbul, aprendo il fuoco sul palco degli oratori, uccidendo 38 persone e ferendone centinaia. Nel 1980 il comandante di Contro-Guerriglia, Generale Kenan Evren, attua un colpo di stato militare e prende il potere. Nel 1984 Contro-Guerriglia combatte contro i Curdi, uccidendone e torturandone migliaia negli anni seguenti [26].
Il gruppo ultranazionalista dei Lupi grigi ha presumibilmente lavorato per Gladio. Secondo Le Monde diplomatique, Abdullah Çatlı "è riconosciuto per essere stato uno dei principali perpetratori delle operazioni coperte eseguite dalla branca turca di Gladio (4), e ha giocato un ruolo chiave nei sanguinosi eventi del periodo 1976-80, che spianarono la strada al colpo di stato militare del settembre 1980. Come giovane capo della milizia di estrema destra dei Lupi Grigi, è stato accusato, tra le altre cose, dell'assassinio di sette studenti di sinistra." Fu visto in compagnia del fondatore di Avanguardia Nazionale, Stefano Delle Chiaie, mentre girava l'America Latina e durante una visita a Miami nel settembre 1982 [27].
Gladio nel Regno Unito
Nel Regno Unito, il primo ministro Winston Churchill creò l'esercito segreto stay-behind Special Operations Executive (SOE) nel 1940, per assistere i movimenti di resistenza ed eseguire operazioni sovversive in territorio occupato dal nemico. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli eserciti stay-behind vennero istituiti grazie all'esperienza e al coinvolgimento di ex ufficiali del SOE [28]. I membri di Gladio comprendevano principalmente reduci, ma anche seguaci del movimento fascista prebellico di Oswald Mosley. Ad essi venne data una lista di persone importanti sospettate di essere simpatizzanti comunisti, comprendente politici, giornalisti, sindacalisti, sacerdoti, ecc. La loro missione era, al primo segno di insurrezione o invasione, di giustiziare il maggior numero possibile di questi.
Almeno uno dei presenti sulla lista finì per diventare un primo ministro laburista. Gladio funzionò fino agli anni 1960. Nel gennaio 1991, Searchlight magazine sostenne che Column 88, un'organizzazione paramilitare neonazista formatasi all'inizio degli anni 1970, fece parte di Gladio.
Le richieste FOIA
Tre richieste FOIA (Freedom of Information Act) sono state presentate alla CIA, la quale le ha respinte con la replica standard: "La CIA non può confermare né smentire l'esistenza o l'inesistenza di registrazioni che rispondano alla vostra richiesta." Una richiesta venne presentata dal National Security Archive nel 1991; un'altra dalla commissione del Senato italiano guidata dal Senatore Giovanni Pellegrino nel 1995, riguardante Gladio e l'omicidio di Aldo Moro; l'ultima nel 1996, da Olivier Rathkolb, dell'Università di Vienna, per conto del governo austriaco, riguardante gli eserciti segreti stay-behind, dopo la scoperta di un nascondiglio di armi [29].
I politici su Gladio
Mentre l'esistenza delle organizzazioni "stay-behind" come Gladio è stata contestata, con alcuni scettici che le descrivono come una teoria del complotto, la loro esistenza è stata confermata diverse volte da importanti esponenti politici dei paesi NATO:
- L'ex primo ministro italiano Giulio Andreotti ("Gladio fu necessaria durante i giorni della Guerra Fredda, ma in vista del collasso del Blocco Orientale, l'Italia avrebbe suggerito alla NATO che l'organizzazione non era più necessaria.")
- L'ex ministro della difesa francese Jean-Pierre Chevenement ("una struttura esisteva, creata agli inizi degli anni 1950, per permettere le comunicazioni con un governo che avrebbe potuto fuggire all'estero in caso la nazione fosse stata occupata.").
- L'ex ministro della difesa greco Yannis Varvitsiotis ("commando locali e la CIA crearono un ramo della rete nel 1955 per organizzare la guerriglia di resistenza a qualsiasi invasore comunista")