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http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Francesco_d%27Assisi


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Basilica di San Francesco d'Assisi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Bene appartenente al Patrimonio dell'Umanità UNESCO
 
Basilica di San Francesco d'Assisi
Basilica di San Francesco d'Assisi
Dati
Anno inserimento: 2000
Tipologia: Architettonico
Criterio: C (i)(ii)(iii)(iv)(vi) (*)
In pericolo: Nessuna indicazione
Scheda: Scheda UNESCO
Patrimoni in Italia

La basilica di San Francesco è situata ad Assisi, in Umbria, ed è stata dichiarata patrimonio dell'umanità.

Il 16 luglio del 1228, a soli due anni dalla morte, Francesco venne proclamato santo da papa Gregorio IX; il giorno dopo, 17 luglio, lo stesso Papa e il generale dell'Ordine minoritico, frate Elia, posero le prime pietre per la costruzione di quella imponente basilica, futuro scrigno dei resti mortali di Francesco e anche sede dell'Ordine appena nato.

Indice

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La costruzione

Secondo la tradizione fu lo stesso Francesco ad indicare il luogo in cui voleva essere sepolto. Si tratta della collina inferiore della città dove, abitualmente, venivano sepolti i "senza legge", i condannati dalla giustizia (forse anche per questo era chiamata Collis inferni). Su quel colle, che poi verrà chiamato Colle del Paradiso sarà edificata la basilica che porta il suo nome.

La fama del Santo è ormai universale. Per completare la basilica arrivano offerte da ogni parte del mondo. Tutto il complesso architettonico verrà completato nel giro di poco più di un secolo. Per costruire questa chiesa vengono chiamati maestri architetti, artigiani e pittori tra i più grandi del mondo allora conosciuto.

Convento e basilica di San Francesco
Convento e basilica di San Francesco

Nel 1230 la salma di Francesco viene trasferita dalla chiesa di San Giorgio (la futura chiesa di Santa Chiara) per essere tumulata nella basilica costruita in suo onore. Sepolto sotto l'altare maggiore in un luogo inaccessibile nei secoli, si perde memoria del punto preciso dove si trova il corpo di Francesco. In seguito al ritrovamento nel XIX secolo, viene scavata la cripta. Assisi diviene così, per tutti i pellegrini, una tappa fondamentale lungo il viaggio per Roma.

La struttura abbastanza semplice che si intendeva dare all'inizio viene quasi subito modificata secondo linee più maestose, ispirandosi in parte all'architettura romanica lombarda. Il complesso è formato da due chiese sovrapposte e indipendenti. Entrambe, nel progetto iniziale, hanno navata unica con transetto sporgente e abside. In seguito, quella inferiore, verrà arricchita di cappelle laterali.

A ridosso del fianco absidale si alza l'altissima torre del campanile romanico, con un gioco di cornici e archetti pensili che ne spezzano la corsa verso l'alto. Di fronte all'atrio che precede l'ingresso della Basilica inferiore si trova l'ex Oratorio di San Bernardino, costruito per il Terz'Ordine francescano da maestranze lombarde intorno alla metà del XV secolo. Dietro il portale si entra nel Sacro Convento che, oltre alla comunità dei frati minori conventuali, attualmente ospita l'Istituto Teologico, un Centro di documentazione ed un importante fondo archivistico e bibliotecario, specializzato in cose francescane.

Il terremoto del 1997

Per approfondire, vedi la voce Restauro della Basilica superiore di Assisi.

Il terremoto del 26 settembre 1997 causò profonde lesioni alla Basilica superiore, con il crollo della volta in due punti (che provocò la morte di quattro persone) e ingenti danni al timpano del transetto: 130 metri quadrati di affreschi medievali furono ridotti in migliaia di frammenti. La basilica rimase chiusa per due anni per i lavori di restauro.

Il sisma causò il crollo di parte degli affreschi sulla volta della prima campata: il San Girolamo (attribuito da alcuni a Giotto giovane), dove erano raffigurati i Quattro dottori della Chiesa; la figura di San Matteo, sulla volta raffigurante i Quattro Evangelisti di Cimabue; inoltre, la volta stellata, ridipinta nell'Ottocento. Sull'arco di controfacciata e sul costolone, anch'essi crollati, sono rovinate a terra otto figure di santi e altre decorazioni.

La Basilica inferiore

Per approfondire, vedi la voce Basilica inferiore di Assisi.
L'altare maggiore della Basilica inferiore
L'altare maggiore della Basilica inferiore

La Basilica inferiore fu iniziata sotto la soprintendenza di frate Elia nel luglio del 1228.
I lavori dovevano essere terminati nel 1230 quando vi fu traslato il corpo del Santo deposto in un sarcofago sotto l'altare maggiore, dov'è tutt'ora conservato in una piccola cripta.
Inoltre, ai quattro angoli della cripta, sono stati sistemati i corpi dei beati frati Angelo, Leone, Masseo e Rufino e, lungo la scala che dalla Basilica conduce alla cripta, il corpo della beata Jacopa dei Settesoli nobildonna romana moglie di Graziano Frangipane.

Quell'edificio, corrispondente all'odierna seconda, terza e quarta campata dell'odierna chiesa, era probabilmente un'aula rettangolare, nella sua semplicità vicina al modello francescano. Alle splendide decorazioni della Basilica hanno collaborato i più illustri artisti del tempo da Giotto a Cimabue a Simone Martini.

Sempre nella Basilica inferiore è situato un locale che ospita le reliquie di san Francesco, un piccolo ma significativo insieme di oggetti appartenuti al Santo.

La Basilica superiore

Per approfondire, vedi la voce Basilica superiore di Assisi.
La Basilica superiore
La Basilica superiore

La Basilica superiore presenta una facciata semplice a "capanna". La parte alta è decorata con un grandioso rosone centrale, con ai lati i simboli degli Evangelisti in rilievo. La parte bassa è arricchita dal maestoso portale, unico riferimento esterno all'architettura gotica. Sul lato sinistro della facciata è stata appoggiata, nel Seicento, la Loggia delle benedizioni dalla quale, in epoca passata, si mostrava il Velo santo della Madonna. Sullo stesso lato, poco dopo la costruzione della chiesa superiore, è stato innalzato il campanile, un tempo cuspidato.

La Basilica superiore mantiene la più completa raccolta di vetrate medievali d'Italia. Quelle della zona absidale (antecedenti al 1253) sono attribuite ad artisti della Germania nord-orientale, mentre quelle del transetto e della navata sono in parte di francesi e in parte di una bottega nata nell'ambito dell'officina del Maestro di San Francesco, databili nella seconda metà del XIII secolo.

Quasi contemporaneamente alla fine dei lavori di costruzione della chiesa superiore, sarebbero iniziate anche le decorazioni ad affresco. La decorazione di entrambe le basiliche corrisponde ad una serie di programmi (in qualche caso, in parte, distrutti), ciascuno dei quali è stato pensato in vista di un piano decorativo integrale, finalizzato all'esaltazione della figura di san Francesco.

Lo straordinario risultato finale è dovuto al contributo essenziale di artisti di grandissimo livello, le cui sperimentazioni hanno fatto, della basilica di Assisi, uno dei luoghi più importanti per l'evoluzione dell'arte italiana ed europea tra il Duecento e il Trecento.

La vita di san Francesco negli affreschi di Giotto

20: Morte di san Francesco
20: Morte di san Francesco

La fascia inferiore della navata della Basilica superiore è occupata dal ciclo di affreschi più famoso, quello sulla Vita di san Francesco: 28 scene tratte dalla Legenda maior di san Bonaventura che, alla fine del XIII secolo, costituiva la biografia ufficiale del Santo.

Giotto

Il Vasari riporta che gli affreschi furono terminati da Giotto, chiamato ad Assisi dopo il 1296 da Giovanni da Murlo, generale dell'Ordine. La paternità a Giotto di tutto il ciclo è contestata da molti studiosi. È accertato che l'esecuzione del primo affresco e degli ultimi tre siano da attribuire ad un allievo, il cosiddetto Maestro della Santa Cecilia. Altri studiosi sostengono la mano di Giotto nella maggior parte delle scene e giustificano le variazioni stilistiche con la maturazione formale dello stesso autore unita all'aiuto dei numerosi allievi di bottega.
Unanime, invece, è l'attribuzione ad una sola mente dell'impianto generale e dei disegni preparatori.

Le storie

Le storie, ognuna con il suo titolo in basso, sono ambientate nel mondo medievale della fine del XIII secolo. I personaggi si muovono all'interno di splendidi paesaggi cittadini e rurali con un formidabile senso realistico. Gli episodi, inoltre, racchiusi all'interno di un finto portico, trasmettono l'effetto illusionistico di uno sfondato spaziale che oltrepassa le pareti della chiesa. Le storie del Poverello non iniziano dalla nascita, ma dalla giovinezza; la sequenza narrativa procede dalla prima scena della navata destra e termina con la ventottesima della navata sinistra. Secondo i più recenti studi, il ciclo di Assisi sembra essere suddiviso in tre gruppi distinti: il primo e l’ultimo di sette quadri ciascuno, il mediano di sette coppie, quattordici in tutto. I primi sette episodi rappresentano l’iter della conversione di San Francesco sino all’approvazione della regola. Il gruppo centrale, considerato evidentemente il principale, mostra tutto lo sviluppo dell’Ordine con San Francesco, sino alla sua morte. Gli ultimi sette sono le esequie e la canonizzazione del Santo, compresi i miracoli post mortem ritenuti necessari a questa. Nel primo gruppo San Francesco è senza l’Ordine, nel secondo è insieme all’Ordine, nel terzo è l’Ordine che prosegue l’opera di San Francesco.


 

Bibliografia

  • Bonelli R., Francesco d'Assisi. Chiese e conventi. Milano, 1982
  • Boskovits M., Pittura umbra e marchigiana tra medioevo e rinascimento. Firenze, 1973
  • Rusconi R. (a cura di), Francesco d'Assisi. Storia e arte. Milano, 1982
  • Bonsanti G., La volta della Basilica superiore di Assisi. Modena, 1997
  • Lunghi E., La Basilica di San Francesco d'Assisi. Antella, 1996
  • Rocchi G., La Basilica di San Francesco ad Assisi. Firenze 1982
  • Boskovits M., Studi recenti sulla Basilica di Assisi, in "Arte cristiana", 71, pp. 203-214 - 1993
  • Milizia U., Struttura di una Leggenda, Roma 2002

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