VETRINA DI WIKIPEDIA
Cichlidae
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Maschio di Cichlasoma meeki |
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| Generi e specie | |||||||||||||||||||||||||||
La famiglia dei Ciclidi è tra le più numerose ed apprezzate tra quelle destinate all'acquariofilia, sia per le colorazioni e le forme, talune davvero interessanti, sia e soprattutto per il comportamento: i Ciclidi sono infatti considerati i pesci più intelligenti d'acqua dolce.
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Diffusione
I Ciclidi sono diffusi in tutta l'Africa, nella parte mediterranea del Medio Oriente nel continente americano dal Texas all'Argentina, Cile escluso. Un genere è stato localizzato in India. Delle circa 1700 specie di Ciclidi:
- 1000 sono originarie del continente Americano
- 700 provengono dall'Africa e
- 3 (allo stato attuale) sono state localizzate in India.
Interessanti sono le specie provenienti dai grandi laghi africani, di cui si parlerà più avanti.
Origini e anatomia: perché i Ciclidi sono unici
Facendo parte di una famiglia di pesci molto
numerosa, i Ciclidi hanno assunto con il tempo forme
diverse, spesso poco accumunabili tra loro e più con
altre famiglie (Badidae,
Cyprinidae): ciò è dovuto al bisogno di occupare
le stesse nicchie biologiche. L'evoluzione dei Ciclidi
si data nel
Cretaceo, tra 140 e 65 milioni di anni fa, quando
Africa e Sud America erano ancora unite.
La classificazione è quindi piuttosto dettata da
caratteristiche anatomiche comuni, che i pesci di questa
famiglia mantengono come retaggio di antenati lontani.
Una prima caratteristica è la conformazione della
faringe, composta da un unico osso faringeo
inferiore (anziché le canoniche due), che accomuna i
Ciclidi alla maggior parte dei pesci d'acqua dolce e a
poche famiglie d'acqua salata, a cui questa famiglia è
evolutivamente prossima.
Questa conformazione ha modificato l'intera bocca,
creando delle seconde mandibole, chiamate appunto
mandibole faringee: si hanno così due ossa faringee
superiori, denti robusti sull'osso faringeo inferiore e
una dispozione dei muscoli della masticazione complessi
e differenti, che permettono ai Ciclidi l'estroflessione
della bocca e la possibilità di muovere internamente le
doppie mandibole per masticare il cibo, spesso troppo
grande per un unico boccone (si ricorda che i ciclidi
sono onnivori, quindi spaziano da
alghe filamentose a piccoli
crostacei e pesci più piccoli).
Sulla testa presentano un paio di narici che non hanno funzione respiratoria ma olfattiva, essendo collegate a recettori particolari. Alcuni generi presentano inoltre la linea laterale divisa in due parti.
Altra peculiarità, esclusiva dei Ciclidi, è l'orientamento verso sinistra del duodeno, che tutte le altre famiglie di pesci presentano orientato a destra. Non ci sono prove che comporti benefici alla vita di questi pesci, si ritiene sia semplicemente un'eredità del progenitore comune.
La differenziazione più inusuale è localizzata nell'orecchio interno: come tutti i pesci presentano sì l'otolita, un cristallo di aragonite immerso nel liquido linfatico che muovendosi permette il mantenimento dell'equilibrio, però questo presenta un profondo solco chiamato Pseudocollicolo anterocaudale la cui funzione ancora non è stata accertata.
Etologia
Tutti i Ciclidi mostrano un comportamento territoriale, più spiccato nei maschi e nel periodo dell'accoppiamento. In alcune specie i maschi cambiano addirittura colore della livrea per apparire più grandi, minacciosi o per impressionare le femmine. Praticamente tutte le specie tendono a scavare buchi nella ghiaia o nella sabbia, chi per costruire un nido, chi per alimentazione o segnalare il territorio.
Cure parentali
Ma il comportamento che più ha attirato l'interesse
di acquariofili e biologi è l'accoppiamento e le
cure parentali. Il corteggiamento non è violento
come quello di altre specie, ma piuttosto delicato e,
volendo umanizzare il comportamento animale, quasi
amorevole. La femmina e il maschio si accoppiano
deponendo le
uova fecondate in una tana scavata tra le pietre, in
un'insenatura o sotto una
foglia e insieme curano e puliscono le uova, fino
alla loro schiusa, 4-5 giorni dopo. Una volta nati gli
avannotti, i genitori hanno cura di raggrupparli e
dopo qualche giorno li portano in giro, raggruppati,
stando attenti a non perderne neanche uno. In caso uno
degli avannotti rimanga indietro, uno dei genitori lo
risucchia nella bocca e lo riporta nel gruppo. Questo
comportamento continua per 2-3 settimane passate le
quali i genitori abbandonano i piccoli, ormai
indipendenti.
Davvero particolare è il modo in cui alcune specie (tra
cui
Simphysodon discus e
Symphysodon aequifasciatus) nutrono i piccoli:
questi "brucano" la pelle dei genitori che in questo
periodo secerne uno speciale muco altamente nutritivo,
in pratica una sorta di
allattamento.
Altro comportamento interessante è quello di alcuni
generi, tra cui
Tilapia, che covano le uova in bocca. Il
genitore arriva a non nutrirsi per intere settimane,
dovendo
incubare le uova, e successivamente permettere agli
avannotti di rifugiarsi nella sua bocca in caso di
pericolo.
Altra particolarità è che i Ciclidi formano coppie fisse
per alcuni anni o per tutta la durata della loro vita
(fino a 8-9 anni in alcune specie).
Rapimenti e adozioni
I ciclidi del genere Midas praticano addirittura il rapimento e l'adozione di avannotti di altre coppie o addirittura di altre specie. Capita così di osservare lotte tra maschi per rapire o riprendersi gli avannotti. Una volta inseriti nel gruppo dei propri piccoli, entrambi i genitori praticano le cure parentali come se fossero la propria progenie, senza distinzioni. Questo apparente senso di genitore non deve però ingannare: è stato ipotizzato da studi etologici che il motivo reale di questi rapimenti è mantenere un numero di piccoli adeguato in modo da mantenere una percentuale di vita dei propri piccoli abbastanza alta. Se una coppia viene privata di un gran numero di piccoli da un predatore, cercherà di rapire avannotti da altre coppie o specie fino a quando non tornerà ad avere un numero di piccoli adeguato in modo da poter garantire più sopravvivenza alla propria progenie: infatti, in caso di predazione, verranno uccisi anche piccoli non geneticamente figli.
Ciclidi nani
La classificazione scientifica dei Ciclidi non riconosce questa suddivisione (in base cioè alla grandezza della specie) perché i pesci così classificati dagli acquariofili provengono da luoghi e addirittura continenti diversi; tuttavia questa definizione si è diffusa da parecchi decenni tra gli appassionati di tutto il mondo, classificando i Ciclidi che non raggiungono grandezze superiori a 10 cm e hanno comportamento, anche se territoriale, più pacifico, permettendone l'allevamento anche in acquari più piccoli e soprattutto di comunità. Solitamente cosa accomuna i Ciclidi nani è il dimorfismo sessuale, in quanto le livree maschili sono differenti e a volte più colorate di quelle femminili. Alcuni generi tra i più diffusi:
-
Apistogramma
Pelvicachromis pulcher, maschio - Crenicara
- Julidochromis
- Lamprologus
- Melanochromis
- Nanochromis
- Nannacara
- Laetacara
- Papiliochromis
- Pelvicachromis
Ciclidi dei laghi africani
I Ciclidi dei laghi africani sono diffusi soprattutto
nell'Africa orientale, che comprende i grandi laghi
Malawi,
Tanganica e
Vittoria, oltre a numerosi fiumi,
malgasci compresi.
La caratteristica principale di questi ambienti è
l'enorme disponibilità di spazio: laghi estesi quanto la
pianura padana e profondi oltre un chilometro e
mezzo, con
salinità e
durezza dell'acqua
tutte particolari. Praticamente degli immensi serbatoi
di
biodiversità, che hanno portato queste specie ad
assumere caratteristiche evolutive diverse a volte nel
comportamento o addirittura nell'aspetto fisico e nella
colorazione. Un'interessante ricchezza biologica ed
etologica che appassiona
acquariofili e biologi di tutto il mondo, anche
maggiore dei famosi
fringuelli delle
Galapagos di
Charles Darwin.
Generi più noti:
Ciclidi conchigliofili
Diffusi negli immensi fondali del
lago Tanganica, questi pesci vivono in speciali
biotopi che si creano solo qui: distese a perdita
d'occhio di
gusci di
gasteropodi morti.
Chiamato dai biologi tanatocenosi, questi resti
di conchiglie spessi parecchi centimetri sono
riscontrabili tra profondità di 10-35 metri lungo le
coste sabbiose del lago, che è abitato copiosamente da
decine di specie di gasteropodi, molte delle quali
endemiche. Solitamente il
carbonato di calcio delle conchiglie viene
decomposto velocemente dall'acqua dolce, tuttavia le
qualità chimiche uniche di queste acque rallenta questo
processo. Molto più veloce è il ciclo vitale di questi
molluschi (soprattutto
Neothauma tanganicense,
Lavigeria grandis,
Pila ovata e
Paramelania demoni) che muoiono lasciando il
guscio vuoto sul fondale, assieme a decine di migliaia
di altri. I Ciclidi Conchigliofili o Malacofili si
dividono in due categorie:
- i conchigliofili obbligati, ovvero quelle specie che si riproducono solo in fondali di conchiglie, deponendo le uova in una tana formata da un guscio pulito dai due riproduttori
- i conchigliofili facoltativi, ovvero le specie che usano le conchiglie come rifugio e come nido solo in mancanza di altri nascondigli nelle rocce.
Predatori e prede
Dotati di un appetito vorace, i Ciclidi sono spesso
impegnati nel procurarsi il cibo, brucando tra le rocce,
scavando nella sabbia
Principalmente onnivori, la quasi totalità di questi
pesci bruca alghe filamentose e germogli teneri di
piante, ma ha bisogno di un grande apporto di proteine,
per cui la sua dieta è composta al 70% da prede vive. I
Ciclidi si nutrono principalmente di avannotti, insetti,
larve di insetti, molluschi e vermi, e pesci più piccoli
(soprattutto le grosse specie, come Astronotus
ocellatus).
Occupando molte volte una pozione di superpredatori
nella piramide alimentare del loro
biotopo, i Ciclidi sono però predati normalmente da
molti altri pesci durante l'infanzia. Una volta
diventati adulti però, la maggior parte dei Ciclidi sono
troppo grossi o aggressivi per essere mangiati da altri
pesci; ciò non impedisce però ad altri animali di
cibarsene, costituendo una ghiotta fonte di cibo.
Nell'ambiente acquatico sudamericano, questi pesci sono
predati da
caimani,
anaconda,
falchi,
giaguari e soprattutto
lontre; in quello africano i grossi ciclidi vengono
catturati solo da uomini,
pellicani e
coccodrilli mentre i ciclidi nani devono guardarsi
anche dalontre, uccelli pescatori e pesci predatori.
Fonte di cibo per gli umani
Molte specie di Ciclidi vengono pescate dagli esseri umani a scopo alimentare: nei laghi della Rift Valley africana si pescano decine di specie commestibili, come i pesci del genere Sarotherodon (oltre 30 cm di lunghezza, apprezzati per le carni delicate) che costituiscono addirittura l'alimento base nella dieta di queste popolazioni. Nel continente americano le specie Tilapia riscuotono grande successo e sono vendute anche al supermercato. In Europa sono poco conosciuti sia dai cuochi che dalla clientela, pertanto non esiste un mercato rintracciabile.
Pericoli
Se grande interesse suscita la biodiversità dei
Ciclidi, questa particolarità è oggetto di
preoccupazione poiché varie decine di specie autoctone
sono a rischio di estinzione. Le cause sono molteplici,
dalla pesca (per l'acquariofilia e soprattutto
alimentazione) all'introduzione di specie
aliene.
Interessante è il caso del lago Vittoria, dove anni fa
fu introdotta la
Perca del Nilo, per ovviare alle difficoltà dei
pescatori tanzaniani nel trovare cibo. Il biologo
olandese
Tijs Goldschmidt studiò con attenzione
l'introduzione di questo pesce, notando come
costringesse all'estinzione molte specie di Ciclidi
(predandoli ed entrando in competizione per il cibo).
Alcune specie si estinsero, ma recentemente il biologo è
tornato al lago Vittoria, scoprendo che nuove specie si
sono evolute da altre per riempire il vuoto biologico
lasciato da quelle estinte. Un esempio della capacità di
evoluzione e di adattamento di questi straordinaria
famiglia di pesci.
In acquariofilia
Il grande interesse acquariofilo per i Ciclidi nacque
nel decennio
1960-1970,
quando furono effettuate diverse spedizioni scientifiche
nei laghi della
Rift Valley, in
Africa, e si scoprì la grande quantità di specie
endemiche che popolavano questi laghi.
Centinaia di esemplari vennero esportati nei laboratori
biologici ed etologici di tutto il mondo, contribuendo
ad aumentare la popolarità di questa famiglia. Ancora
oggi i Ciclidi sono tra i pesci più ambiti dagli
acquariofili, sia per il loro aspetto, sia per
l'interessante comportamento.
Attualmente i Ciclidi più diffusi sono
Pterophyllum scalare,
Astronotus ocellatus,
Pelvicachromis pulcher,
Simphysodon discus e le
Mbuna africane.
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
- Associazione Italiana Ciclidofili - La più importante associazione italiana che raccoglie appassionati e professionisti esperti di Ciclidi
- (EN)
Cichlid research
- Il sito che raccoglie i risultati delle ricerche
scientifiche sui Ciclidi
- (EN)
Malawi Cichlids
- Sito sui Ciclidi del Lago Malawi
- (EN)
AmericanCichlids.Com
- Sito sui Ciclidi americani
Bibliografia
- Piero Bianchi, Andrea Sperotti I Ciclidi, 1998, De Vecchi editore
- Tijs Goldschmidt Lo strano caso del Lago Vittoria, 1999, Einaudi
- G.W. Barlow Maestri dell'evoluzione, Sesto Continente
- Horst Linke, Wolfang Staeck Ciclidi nani, Tetra
- H. Linke, W. Staeck Ciclidi dell'Africa occidentale, Tetra
- Ad Konings Ad Konings's Book of Cichlids and
All the Other Fishes of Lake M, TFH,






