VETRINA DI WIKIPEDIA
Integrale multiplo
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L' integrale multiplo è una forma di
integrale definito esteso a
funzioni di più
variabili reali (
o
ad esempio).
Se concettualmente l'integrale definito per funzioni ad una variabile rappresenta l'area della regione compresa tra la traccia e l'asse delle ascisse, l'integrale per funzioni di due variabili (integrale doppio) consiste nella misura dello spazio compreso tra il grafico e il piano contenente il suo dominio, quindi descrivono non più un'area ma un volume di un solido particolare chiamato cilindroide; ciò vale anche considerando gli integrali tripli (funzioni a tre variabili) rispetto alla costante f(x,y,z)=1. Se il numero delle variabili è superiore si parlerà di "ipervolumi", ovvero di volumi di solidi a più dimensioni, non rappresentabili quindi graficamente.
Nell'esempio a lato il volume del parallelepipedo P dai lati 4×6×5 si può ottenere in due modi:
- tramite l'integrale doppio
della funzione f(x,y) = 5 calcolata nell'
"intervallo a due dimensioni" D (regione
appartenente al piano xy)
- tramite l'integrale triplo
della funzione costante 1 calcolata rispetto all'
"intervallo a tre dimensioni" coincidente con il
parallelepipedo stesso P;
in questo caso il volume è calcolato come "somma" di
tutti gli elementi
infinitesimi che compongono il dominio.
Si parla esclusivamente di integrali definiti in
quanto, nel caso di funzioni a più variabili, è
impossibile determinare una
primitiva dell'argomento dell'integrale e di
conseguenza non hanno senso gli integrali indefiniti.
Indice[nascondi] |
Alcune applicazioni pratiche
Questi integrali sono utilizzati in numerosi ambiti della fisica.
In meccanica il momento d'inerzia viene calcolato come un integrale di volume (ovvero un integrale triplo) della densità pesata col quadrato della distanza dall'asse:
-
.
Nell'ambito dell'elettromagnetismo le equazioni di Maxwell possono essere scritte sotto forma di integrali multipli per calcolare i campi elettrici e magnetici totali. Ad esempio il campo elettrico generato da una distribuzione di carica si ottiene tramite un integrale triplo di una funzione vettoriale:
-
.
Definizione matematica
|
|
| Teoria degli insiemi |
| Funzioni elementari |
| L'operazione di limite |
| Serie numeriche |
| Calcolo differenziale |
| Integrale indefinito |
Sia
,
ed
una
funzione misurabile. Sia quindi
δ il più grande diametro di
una
partizione finita
di T. Sia
Pi
un punto in Ti,
per
.
Allora, se esiste:

(e se è indipendente dalla successione di partizioni
scelte, e dai punti
),
esso è detto l'integrale multiplo di
F su
T (qui
mis(Ti)
è la
misura di Peano-Jordan di Ti).
Teoremi
Valgono gli stessi teoremi che caratterizzano l'integrale per funzioni ad una variabile, ovvero la linearità, l'additività, il confronto, il valore assoluto oltre al Teorema della media e al Teorema della media pesata.
Teorema della media per gli integrali multipli
Esiste inoltre un teorema per determinare il valore medio di una funzione a più variabili in una regione D:

Nelle applicazioni più tecniche, come quelle nel campo dell'ingegneria, ci si riferisce quasi esclusivamente a integrali doppi e tripli per la tipologia dei problemi analizzati.
Integrale doppio
Dalla definizione generale, nel caso in cui
si ha che

è l' integrale doppio di F su T.
Integrale triplo
È immediata l'estensione della definizione
all'integrale triplo. Dalla definizione generale, nel
caso in cui
si ha che

è l' integrale triplo di F su T.
Metodi di integrazione
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Per approfondire, vedi la voce Metodi di integrazione. |
La risoluzione dei problemi con integrali multipli consiste nella maggior parte dei casi nel riuscire a ricondurre i calcoli ad una serie di integrali ad una variabile, gli unici direttamente risolvibili.
Esame diretto
In alcuni casi particolari è possibile evitare calcoli diretti e ottenere subito il risultato dell'integrazione.
Costanti
Nel caso di integrazioni di funzioni costanti il risultato è immediato; basta moltiplicare la misura del dominio per il valore della costante n. Se n = 1, in R2 si avrà il volume del cilindroide ottenuto, mentre in R3 il suo ipervolume.
Esempio:
-
e

- integriamo f su D:
-
Sfruttamento delle simmetrie
Nel caso di domini per i quali sono presenti simmetrie dei vari assi e la funzione presenta almeno una disparità per la rispettiva variabile, l'integrale diventa nullo (la somma di quantità uguali e opposte è nulla).
È sufficiente che - nelle funzioni in Rn - sia dispari la variabile dipendente il cui asse sia simmetrico.
Esempio (1):
- Sia
e
la regione di integrazione (disco di
raggio 1 con centro nell'origine degli assi,
frontiera inclusa).
- Sfruttando la linearità degli integrali lo si può
scomporre in tre parti:
-

-

- sia 2 sin(x) che 3 y3 sono funzioni dispari ed è inoltre evidente come il disco T presenti una simmetria sia per l'asse x che per l'asse y; ne consegue che l'unico contributo al risultato finale dell'integrale è quello della funzione costante 5 in quanto gli altri due sono nulli.
Esempio (2):
- Si consideri la funzione
e come regione di integrazione la
sfera di raggio 2 e centro nell'origine
.
- La "palla" presenta una simmetria per tutti e tre gli assi, ma è sufficiente quella rispetto alla x, variabile per la quale la funzione è dispari, per rendere nullo tutto l'integrale.
Formule di riduzione
Le formule di riduzione sfruttano il concetto di dominio semplice in modo che l'integrale multiplo venga scomposto in un prodotto di altri integrali ad una variabile. Questi vanno svolti da destra verso sinistra considerando le altre variabili da non integrare come costanti (stesso procedimento nel calcolo delle derivate parziali).
Domini normali in R2
Asse x
Sia D un
dominio
misurabile normale all'asse x e sia
una
funzione continua; siano quindi α(x) e
β(x) (definite in [a,b]) le due funzioni che
determinano D. Allora:
.Asse y
Sia D un dominio misurabile normale all'asse
y e sia
una funzione continua; siano quindi α(y) e
β(y) (definite in [a,b]) le due funzioni che
determinano D. Allora:
.
Esempio:
- Si consideri la regione
(si veda il grafico in esempio). Calcolare
-
.
- Questo dominio è sia normale all'asse x che all'asse y; per poter applicare le formule si devono individuare le funzioni che determinano D e l'intervallo di definizione.
- In questo caso le due funzioni sono
-
e

- mentre l'intervallo è dato dall'intersezioni delle
funzioni con
,
e quindi
(si è scelta la normalità rispetto all'asse x per una
miglior comprensione del grafico).
- È ora possibile applicare le formule:
-
![\iint_D \ (x+y) \ dx \ dy = \int_0^1 dx \int_{x^2}^1 (x+y) \ dy = \int_0^1 dx \ [xy \ + \ \frac{y^2}{2} \ ]^1_{x^2}](http://upload.wikimedia.org/math/a/b/c/abc47e90b6df6004b7225d4aba746d2f.png)
- (è stato calcolato per prima il secondo integrale
considerando la x come una costante). Le
operazioni rimanenti consistono nell'applicazione
delle tecniche di integrazione di base:
-
.
- Se si fosse scelta la normalità rispetto all'asse
y si sarebbe potuto calcolare
-

- ottenendo lo stesso risultato.
DIMOSTRAZIONE FORMULA DI RIDUZIONE INTEGRALI DOPPI.
Sia f(x,y) una funzione continua allora:
.
DIM. il calcolo di tale integrale può essere sempre fatto se le due funzioni α(x) e β(x) sono continue in [a,b], in quanto ho una composizione di una funzione f, continua, con altre due funzioni continue; quindi una funzione composta due funzioni continue è continua.
=
=
≤
con i≠j
M(ij)
= supf(x,y) Sapendo che:
Sia ha che:
≤
Vale lo stesso se si sostituisce al posto della f il suo
inff(x,y), minorandola:
≥
Quindi alla fine risulterà:
≤
≤
Le due somme rappresentano rispettivamente le s(f,P)
e S(f,P) al variare della partizione del dominio
normale. Esse sono le somme che individuano le aree dei
cilindroidi inscritti e circoscritti alla funzione
riferite all'estremo superiore e inferiore. Quindi sono
due classi numeriche separate: se sono contigue, il loro
unico elemento di separazione è:
≤
≤
Quindi si può concludere:
=
c.v.d.
Domini normali in R3
È immediata l'estensione dell'applicazione delle formule per gli integrali tripli.
INTEGRAZIONE PER FILI
Sia T un dominio normale al piano xy
relativamente alle funzioni α (x,y) e β (x,y)
. Allora:

(la definizione è analoga per gli altri 5 casi di normalità in R3).
Formula di riduzione per sezioni o strati

Si suppone di considerare il dominio normale D e di suddividerlo in sezione mediante un piano passante per un certo valore di z: z=t t∈I. L'integrale doppio calcola l'area di questa sezione e l'integrale esteso ad I somma le sezioni di area equivalente.
Cambio di variabili
Molto spesso a causa di domini non facilmente interpretabili (senza normalità o con formule complesse da integrare) si ricorre ad un cambio di variabili per aggirare il problema e integrare funzioni note su regioni "comode", ovvero descrivibili in maniera più semplice tramite formule. Ne consegue quindi che:
- La funzione deve essere trasformata a seconda del
nuovo valore attribuito alle variabili.
- Esempio (1-a):
- Sia
;
- se si imposta
quindi
si ottiene la nuova funzione
-
.
- Sia
- Idem per il dominio in quanto esso è delimitato da funzioni dipendenti sempre dalle variabili originarie alle quali abbiamo applicato la trasformazione (x e y ad esempio).
- I differenziali (dx e dy ad esempio) dipendono dal determinante della matrice jacobiana contenente le derivate parziali delle trasformazioni rispetto alle nuove variabili (si veda come esempio il differenziale della trasformazione in coordinate polari).
Esistono tre principali "generi" di cambio di variabili (una in R2, due in R3), tuttavia è possibile giostrare con questo metodo in modo da operare la sostituzione che più si ritiene effiace.
Coordinate polari
In R2 se il dominio sul quale si deve integrare presenta una "simmetria" circolare (ovvero descrive corone circolari) e la funzione abbia delle caratteristiche "particolari" (si mostrerà meglio in seguito) si può applicare il passaggio in coordinate polari (vedi esempio in figura), ovvero vengono trasformati i generici punti P(x,y) in coordinate cartesiane nei rispettivi punti in coordinate polari. Ciò permette di cambiare la "forma" del dominio e semplificare la funzione per rendere più semplici e immediati i calcoli.
La relazione fondamentale per effettuare la trasformazione della funzione è la seguente:
.
|
|
Per approfondire, vedi la voce Sistema di riferimento. |
Esempio (2-a):
- Se

- applicando la trasformazione si ottiene
-
.
Esempio (2-b):
- Se

- Si ottiene in questo caso
-

- sfruttando la prima relazione fondamentale della trigonometria (molto utile per la semplificazione di questi calcoli).
La trasformazione del dominio avviene esplicitando la lunghezza dei raggi della corona e l'ampiezza dell'angolo descritto per definire gli intervalli ρ, φ a partire da quelli x, y.
Esempio (2-c):
- Sia
,
ovvero una circonferenza di raggio 2; è
evidente che l'angolo descritto è l'angolo
giro, quindi φ varierà da 0 a 2π,
mentre il raggio della corona va da 0 a 2
(la corona con raggio interno nullo è proprio un
cerchio) e ρ varierà da 0 a 2.
Esempio (2-d):
- Sia
ovvero la corona circolare nel semipiano delle y
positive (si veda la figura in esempio); si nota che
φ descrive un
angolo piatto mentre ρ varia da 2 a
3. Di conseguenza il dominio trasformato sarà
il seguente
rettangolo:
.
Il
determinante jacobiano di questa trasformazione è il
seguente:

ottenuto inserendo le derivate parziali di x = ρ
cos(φ), y = ρ sin(φ) nella prima colonna
rispetto a ρ e nella seconda rispetto a φ
. I differenziali dx dy nella trasformazione di
coordinate diventano così ρ dρ dφ. Una volta
trasformata la funzione e valutato il dominio, si può
definire la formula per il cambio di variabili in
coordinate polari:

Si noti come φ è valido nell'intervallo [0, 2π] mentre ρ, essendo la misura di una lunghezza, può avere esclusivamente valori positivi.
Esempio (2-e):
- Sia
e il dominio lo stesso dell'esempio 2-d.
- Dall'analisi di D precedentemente
effettuata sono già noti gli intervalli di ρ
(da 2 a 3) e φ (da 0 a π). Si muti ora la
funzione:
-
;
- infine si applichi la formula per l'integrazione:
-
.
- Una volta noti gli intervalli si ha
-
.
Esempio (2-f):
- È possibile grazie alle coordinate polari andare a
calcolare l'area di una circonferenza di raggio
generico R.
- Sia
Presa f(x,y)
= 1, si calcola il seguente integrale:
-
- Passando dalle coordinate cartesiane a quelle polari si ginuge al seguente integrale doppio:
-
- L'ultimo passaggio è possibile in quanto la funzione f(ρ,φ) = ρ è indipendente da φ. Quindi si ottiene:
-
- che è la formula nota per il calcolo dell'area del cerchio di raggio generico R.
Coordinate cilindriche
In R3 l'integrazione su domini aventi una base circolare può avvenire tramite il passaggio in coordinate cilindriche; la trasformazione della funzione si effettua con la seguente relazione:

La trasformazione del dominio non è difficile in quanto graficamente varia solo la forma della base mentre lo sviluppo tridimensionale segue quello della regione di partenza.
Esempio (3-a):
- Sia
(ovvero il "tubo" avente come corona circolare di base
la regione nell'esempio 2-d e come altezza 5);
applicando la trasformazione si ottiene la regione
(ovvero il parallelepipedo con base il rettangolo
nell'esempio 2-d e altezza 5).
Poiché la componente z rimane invariata nella
trasformazione, i differenziali dx dy dz variano
come nel passaggio in coordinate polari, ovvero
diventano ρ dρ dφ dz.
Si può quindi applicare la formula finale per il passaggio in coordinate cilindriche:

È consigliabile utilizzare questo metodo nel caso di domini cilindrici, conici, o comunque regioni per le quali è comodo sia delimitare l'intervallo delle z che trasformare la base circolare e la funzione.
Esempio (3-b):
- Sia
con dominio d'integrazione il
cilindro
.
- La trasformazione di D in coordinate
cilindriche è la seguente:
-

- mentre la funzione diventa
-

- Si applica infine la formula di integrazione:
-
;
- esplicitando la formula si ha
-
![\int_{-5}^5 dz \int_0^{2 \pi} d \phi \int_0^3 ( \rho^3 + \rho z ) d \rho = 2 \pi \int_{-5}^5 \ [ \frac{\rho^4}{4} + \frac{\rho^2 z}{2} ]_0^3 \ dz =](http://upload.wikimedia.org/math/b/9/9/b99bd4f90fa375a449bf8d90b19df9a2.png)
-
.
Coordinate sferiche
In R3 alcuni domini presentano una simmetria sferica, ovvero è possibile determinare le coordinate di ogni punto appartenente alla regione di integrazione tramite due angoli e una distanza. Si può sfruttare, quindi, il passaggio in coordinate sferiche; la funzione viene trasformata tramite la seguente relazione:

Si noti che i punti appartenenti all'asse z non hanno caratterizzazione unica in coordinate sferiche, quindi θ può variare da 0 a π .
Il dominio di integrazione che meglio si adatta a questo passaggio è ovviamente la sfera.
Esempio (4-a):
- Sia
(sfera di raggio 4 e centro nell'origine); tramite la
trasformazione si ottiene la regione
.
Il
determinante jacobiano di questa trasformazione è il
seguente:

I differenziali dx dy dz vengono quindi trasformati in ρ2 sin(θ) dρ dθ dφ . Si ricava infine la formula finale di integrazione:

È consigliabile utilizzare questo metodo nel caso di domini sferici e funzioni facilmente semplificabili tramite la prima relazione fondamentale della trigonometria estesa in R3 (si veda l'esempio 4-b); negli altri casi è spesso consigliato ricorrere al passaggio in coordinate cilindriche (si veda l'esempio 4-c).
Esempio (4-b):
- Sia D la stessa regione dell'esempio 4-a ed

- La trasformazione della funzione è molto semplice:
-

- mentre del dominio già conosciamo gli intervalli
della regione trasformata in T:
-
.
- Si applica quindi la formula d'integrazione:
-
;
- sviluppando si ha
-
-
.
Esempio (4-c):
- Sia D la palla di centro 0 e raggio 3a
(
)
ed
.
- Analizzando il dominio potrebbe sembrare
conveniente adottare il passaggio in coordinate
sferiche, infatti gli intervalli delle variabili che
delimitano la nuova regione T sono immediati:
-
.
- Tuttavia trasformando la funzione si ottiene
-
.
- Applicando la formula per l'integrazione si
otterrebbe
-

- molto complicato da svolgere. Il problema si
risolve utilizzando il passaggio in coordinate
cilindriche. I nuovi intervalli di T diventano
-
;
- l'intervallo delle z è stato ottenuto
dividendo la palla in due
semisfere semplicemente risolvendo la
disequazione della definizione di D (e
trasformando direttamente x2 + y2
in ρ2). La nuova funzione è
semplicemente ρ2. Applicando quindi
la formula di integrazione si ha
-
.
- Sviluppando si ottiene
-
.
- Si applica ora la trasformazione
-

- (gli intervalli diventano
).
Si ha
-
;
- dato che
,
si ricava
-
;
- invertendo gli estremi d'integrazione e
moltiplicando i termini tra parentesi l'integrale si
può scomporre in due parti direttamente risolvibili:
![2 \pi [ \int_0^{9 a^2} 9 a^2 \sqrt{t} \ dt - \int_0^{9 a^2} t \sqrt{t} \ dt] = 2 \pi [9 a^2 \frac{2}{3} t^{ \frac{3}{2} } - \frac{2}{5} t^{ \frac{5}{2}} ]_0^{9 a^2} =](http://upload.wikimedia.org/math/b/4/2/b42ed0c0073423ddff2a4bf53ee172e7.png)
-
.
- Applicando il passaggio in coordinate cilindriche si è riusciti a ricondurre l'integrale triplo ad un'integrale ad una variabile più facilmente risolvibile grazie a calcoli molto meno complessi.
Esempio di applicazioni matematiche - Calcoli di volume
Grazie ai metodi precedentemente descritti è possibile dimostrare il valore del volume di alcuni solidi.
- Cilindro
- Considerando come dominio la base circolare di raggio R e come funzione la costante dell'altezza h, si applica direttamente il passaggio in coordinate polari.
-
![Volume = \int_0^{2 \pi} d \phi \int_0^r h \rho \ d \rho = h 2 \pi [ \frac{\rho^2}{2} ]_0^R = \pi R^2 h](http://upload.wikimedia.org/math/c/f/9/cf9648d24ec8bc42445444565cc811d1.png)
- Verifica: Volume = area di base * altezza =
- Sfera
- È di rapida dimostrazione la formula applicando il passaggio in coordinate sferiche della funzione costante 1 integrato sulla sfera di raggio R stessa.
-

-
- Il volume del tetraedro con vertice nell'origine e spigoli di lunghezza l adagiati sui tre assi cartesiani può essere calcolato tramite le formule di riduzione considerando, ad esempio, la normalità rispetto al piano xy e all'asse x e come funzione la costante 1.
-

-
![\int_0^l (l^2 - 2lx + x^2 - \frac{ (l-x)^2 }{2} ) dx = l^3 - l l^2 + \frac{l^3}{3} - [ \frac{l^2}{2} - lx + \frac{x^2}{2} ]_0^l =](http://upload.wikimedia.org/math/1/a/c/1acb3cdf267abc768afa57d6aa53db5e.png)
-

- Verifica: Volume = area di base * altezza /
3 =
Integrale multiplo improprio
Nel caso di domini illimitati o integrandi illimitati presso qualche parte della frontiera del dominio si parla di integrale doppio improprio o integrale triplo improprio.
Se una funzione è non negativa (
)
l'integrale o converge o diverge all'infinito.
Voci correlate
- Integrale
- Principali teoremi dell'analisi che sfruttano gli integrali multipli
Bibliografia
Robert A. Adams - Calcolo differenziale 2,
Funzioni di più variabili
ISBN 8840810242
Enrico Giusti - Analisi Matematica 2






